« Il tempo passa per tutti lo sai, nessuno indietro lo riporterà neppure noi. » cantava nel lontano 1995 Max Pezzali, allora leader degli 883 e difatti nulla si può contro lo scorrere inesorabile degli anni. Le abitudini cambiano, qualche ricordo sbiadisce, ma quel che conta davvero non ci lascia mai. Questo almeno è quel che ci ripete la gente continuamente – soprattutto quando siamo giù di morale – ma quante cose, a cui pareva impossibile rinunciare, alla fine ci hanno abbandonato? Così, un po’ per gioco, un po’ per nostalgia – proprio quella nostalgia canaglia che prende quando il momento giusto non è – abbiamo tirato fuori dai cassetti della memoria sette cose che ci hanno fatto compagnia negli anni passati.

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La scheda telefonica. Non c’era Facebook e nemmeno Whatsapp, a dire il vero non esistevano ancora neppure i telefonini e se avevi voglia di sentire qualcuno, dovevi cercare a tutti i costi una cabina telefonica. E una volta trovata, dovevi avere anche la pazienza di aspettare che il tizio/a davanti a te smettesse di parlare e, diciamolo chiaramente, quasi mai capitava che quest’ultimo fosse veloce. Fortunatamente quando cominciò a diffondersi la moda del nokia 3330 – che pare stia per tornare sul mercato – dell’alcatel coi tasti morbidi e gommati o del motorola con lo sportelletto, i più giudiziosi pensarono bene di cominciare a collezionare queste indimenticabili schede telefoniche.

videoregistratore-time-lapse_34139Videoregistratore VHS. I giovani di oggi non sapranno mai cosa lega una penna biro e una videocassetta, ma noi che siamo cresciuti negli anni novanta a pane e Roger Rabbit, Solletico e Bim bum bam sì. Non era così semplice saltare da una traccia all’altra, riavvolgere il nastro era un gesto tutt’altro che facile. Quando le pennette usb, e prima ancora i dvd, non avevano fatto il loro debutto in società, si trascorrevano le serate sul divano a guardare e riguardare con gli amici i grandi capolavori di sempre e a discutere sui nastri cinematografici malandati.

15507Il rullino. Era impensabile fare un selfie; per l’autoscatto bisognava essere davvero bravi, ma questo era il minimo. Quando non si andava avanti a colpi di mi piace e instagram non c’era nemmeno nel limbo delle intenzioni dei suoi ideatori, bisognava portare a sviluppare il rullino da un fotografo professionista – i più coraggiosi provavano con scarsi risultati una camera oscura fai da te – e aspettare qualche giorno. Fare foto ai piatti o nei bagni era impensabile, un rullino infatti, consentiva di scattare al massimo una trentina di foto e non si sprecava niente. Tutto era davvero più spontaneo. Chi aveva una Polaroid stampava subito, d’accordo, ma troppo economico non era.

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Game boy, Nintendo. Inconfondibile nell’aspetto, il game boy nintendo ha rallegrato i pomeriggi di decine e decine di adolescenti. Era un must, uno stile di vita, un oggetto di cui non si poteva fare a meno. Il nonno della Playstation e di tutti i dispositivi elettronici che ci avrebbero fatto compagnia nel futuro, amato per lo più dai ragazzi piuttosto che dalle teen-agers. Qualche amante di Super Mario ci gioca ancora oggi!

cfp2386Cartolina. Se eri in vacanza e volevi far rosicare qualcuno, non potevi non spedire una cartolina. Se avevi voglia di far sapere ad una persona speciale che lo stavi pensando idem. La cartolina è una di quelle cose che si acquistano ormai per collezione. Ha perso il suo potere, sono rimasti in pochi, infatti, a comprare francobolli e a cercare una buca delle lettere. Nell’epoca dell’impazienza, si scatta una foto e si manda tramite smartphone. I meno frettolosi spendono qualche secondo in più aggiungendo una didascalia o una frase ad effetto, gli altri non ci pensano nemmeno. Ed è un vero peccato, perché scriverle e spedirle era una delle cose più belle del mondo.

sony-original-walkman-tps-l2-0Il Walkman. Un oggetto tanto desiderato che consentiva di ascoltare le canzoni preferite. Itunes, Shazam et similia non c’erano, così se volevi sentire della buona musica non dovevi far altro che andare nella bottega del disco a comprare un audiocassetta. Tutt’al più avrebbe potuto prestartela  un caro amico. Indimenticabile Ambra Angiolini che canta: “Ti giuro amore un amore eterno, se  non è amore me ne andrò all’inferno, ma quando ci sorprenderà l’inverno, questo amore sarà già un incendio”. Quella cassetta andò a ruba! Negli anni ’90 il walkam viene sostituito da un lettore capace di leggere i cd, ma non è la stessa cosa. Oggi ennesima rivoluzione tecnologica: gli ipod sono sempre più piccoli e le cuffie sempre più grandi.

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Tamagotchi. Era un modo come un altro per prendersi cura di qualcuno. Inutile nascondersi dietro un dito: tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo pianto dopo la morte dell’animaletto virtuale a cui avevamo dedicato tempo, energia e attenzioni. Di tamagotchi ne esistevano diversi, ma i migliori erano quelli che suonavano nel cuore della notte, scatenando la rabbia di fratelli, nonni e genitori.

E voi? Quali sono gli oggetti degli anni ’90 che rimpiangete?

Vi manca la cara vecchia lira? Il floppy disk? O  il telefono della Sip? Scriveteci pure, cari lettori degli anni ’90!

Cristina La Bella