Ieri sera si è conclusa la prima presentazione degli artisti della categoria Big della 67^ edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. La serata di battesimo di martedì 7 febbraio ha registrato uno share pari a più del 50% nonostante gli sforzi di reti avversarie di rivaleggiare con lo spettacolo sanremese sfoderando Colin Firth e Al Pacino rispettivamente ne Il discorso del re su Canale 5 e Scarface su Rete 4. Sembrerebbe che cedere Maria de Filippi a Carlo Conti non abbia quindi lasciato del tutto indifferenti e sereni i colleghi di Mediaset. La co-conduzione di Sanremo 2017 però non ha avuto eguali per la maggior parte del pubblico italiano.

La presentazione è bilanciata, forse fin troppo e l’algidità della De Filippi sembra smorzare l’ottimismo e il brio di Conti. Anche se è vero che mostrarsi disarmati a volte è il miglior modo per sopravvivere indenni, le continue interruzioni della Maria nazionale per chiedere consigli tecnici al collega stroppiano. Fortunatamente la seconda serata sembra scivola più facilmente e gli spigoli della De Filippi si sono smussati, complice anche la presenza sul palco della spontaneità di Francesco Totti e di un bacio inaspettato di Robbie Williams.

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Oltre all’artista inglese, le serate sono state animate da altri personaggi internazionali tra cui il latino Ricky Martin (anche se, ahimè, un po’ spompato e scontato) che ha ravvivato un po’ l’Ariston e i Clean Bandits con una top hit come Rockabye. Alquanto imbarazzante l’intervista al superospite Keanu Reeves, soprattutto per il rigore di Maria nel rispettare la scaletta del copione, privando il momento di qualsiasi forma di spontaneità. soccorritori

Un intervento che sicuramente ha dato spessore a questo nascente Festival è stato quello degli eroi del quotidiano: l’omaggio ai volontari rappresentanti di Guardia di finanza, Croce Rossa, soccorso alpino, esercito, protezione civile e vigili del fuoco che sostituendo le parole ai fatti ogni giorno forniscono un nobile intervento alle vittime in balia dei disastri ambientali.

Tra gli ospiti artisticamente più meritevoli che hanno solcato il palco spicca sicuramente un impeccabile (artisticamente e fisicamente) Tiziano Ferro, elegantissimo e commovente sia nella performance di apertura del Festival con Mi sono innamorato di te, omaggio a Tenco, sia al fianco di Carmen Consoli con Il conforto. Altra stella italiana è certamente Giorgia ospite della seconda serata: bilanciando autoironia e talento incanta il pubblico sanremese con Di sole e d’azzurro, E poi e Come saprei.

Passiamo ora alle canzoni della sezione Big della 67^ edizione del festival:

Giusy Ferreri – Fa talmente male: 5

Facile ironizzare sul titolo della canzone della Ferreri: tra le steccate (che si tratti di problemi tecnici o meno non si sa) e il testo buttato lì a suon di rima baciata ci lascia abbastanza perplessi la sua partecipazione al Festival.

Fabrizio Moro – Portami via: 7,5

Chapeau per il giovane cantautore romano: una performance di spessore data dal mix di una voce romanticamente straziata ed un testo che parla di sconfitte affrontate grazie al supporto di un amore maturo.

Elodie – Tutta colpa mia: 6-

Nonostante le buone premesse ci fossero tutte dati i suoi brani di questo autunno, alla musica acusticamente apprezzabile non si adagia un testo altrettanto valido. Talento soffocato dalla madrina Emma

Lodovica Comello – Il cielo non mi basta: 7

Anche se la maggior parte degli spettatori si è probabilmente chiesto chi fosse, Lodovica è riuscita ad affrancarsi dalle sue precedenti esperienze televisive per mostrarsi come cantante. Buona la prima.

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Fiorella Mannoia – Che sia benedetta: 6,5

Mi addolora scriverlo, ma a malincuore devo dire che la Mannoia mi ha delusa. Grandissime le aspettative data la grande donna e cantautrice, pietra miliare della musica italiana. Dopo l’esibizione però a parte l’interpretazione di spessore non rimane molto. L’idea del testo è certamente valida ma il pezzo sembra troncarsi ancora prima di essersi sviluppato a pieno.

Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso: 4

Il ritornello sembra completamente sovrapponibile a quello dello scorso anni di Noi siamo infinito. Allo stesso modo Bernabei pensando di darsi un tono lasciando i Dear Jack punta troppo ad ammaliare le giovani fan (e quali altrimenti).

Al Bano – Di rose e di spine: 6

Un nome una certezza, lo stile melodico è la sua firma ad ogni pezzo più o meno recenti. Si aggiudica la sufficienza per gli oltre cinquant’anni di carriera e una rispettabile presenza sul palco.

Samuel – Vedrai: 7-

Fresco, moderno, la sua presenza in scaletta dopo Al Bano è per lui tutto di guadagnato. Un pezzo musicalmente leggero accompagna un testo riflessivo e intimo. Spiace non vederlo solcare il palco insieme ai Subsonica.

Ron – L’ottava meraviglia: 5,5

Una canzone un po’ troppo sentimentale che sfoggia un ritornello da Baci Perugina. Sicuramente un buon interprete in passato, ma ahimè il brano di quest’anno sa di poco.clementino-sanremo-2017

Clementino – Ragazzi fuori: 5

Il tema del difficile periodo di transizione adolescenziale nella città partenopea sta diventando scontato, soprattutto dopo averlo già portato al Festival lo scorso anno.

Ermal Meta – Vietato morire: 6

Uno dei favoriti: giovane, modesto e in grado di costruire un testo commovente anche senza sentimentalismi estremi. La performance può migliorare e certamente lo farà nelle prossime esibizioni.

Bianca Atzei – Ora esisti solo tu: 5-

Bella, bellissima. La voce può piacere o meno. Il testo banale, non si scappa: tutto torna scoprendone l’autore, Checco dei Modà.

Marco Masini – Spostato di un secondo: 7

Parole di un uomo di mezza età che fa i conti con ciò che è stato, rimpianti e rimorsi. L’amore è una salvezza e fortunatamente il suo potere non cessa con il passare degli anni.nesli

Nesli e Alice Paba – Do retta a te: 6-

Una performance potenzialmente buona: il testo merita. Sul palco però le voci dei due interpreti si scoprono musicalmente incompatibili, quasi dissonanti.

Sergio Sylvestre – Con te: 8

Un connubio perfetto tra il testo scritto (in parte) da Giorgia e la voce emotivamente irresistibile di un gigante buono. Lo stile della cantante romana si sente, forte come la sua tipica malinconia.

Gigi D’Alessio – La prima stella: 6,5

Ebbene, Gigi D’Alessio ci ha piacevolmente stupito. Senza nessuna pretesa ha presentato nuda e cruda la sua canzone con un’interpretazione onesta e sentita.

Michele Bravi – Il diario degli errori: 8

L’età non fa l’artista. Michele Bravi presenta una brano molto più significativo e convincente di altri Big in gara con molte più primavere alle spalle. Il suo stile è delicato, tocca in punta di piedi le fragilità di un giovane uomo.

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Paola Turci – Fatti bella per te: 7-

Una canzone elogio della femminilità. Il testo è semplice ma efficace: fatti bella per te, donna, accettati per quello che sei. L’accompagnamento musicale poteva essere migliore ma nel complesso un buon pezzo.

Francesco Gabbani – Occidentali’s karma: 7+

Dal gusto hipster al primo ascolto, è una canzone che fa il verso a se stessa: inutile innalzarsi troppo dalle filogeneticamente sorelle scimmie, inutile nascondersi dietro a spiritualismi e ideologie intellettualoidi.

Michele Zarrillo – Mani nelle mani: 5

Dal gusto un po’ troppo retrò, Zarrillo porta a Sanremo una canzone insipida. Ragazzo non lo è più eppure i temi che fanno capolino dalle sue parole sono fermi agli anni Settanta.

Chiara – Nessun posto è casa mia: 6

La sua firma si riconoscerebbe anche con un interprete diverso: un testo semplice e lievemente romantico. Apprezzabile per la sua genuinità, ma noiosa.

Raige e Giulia Luzi – Togliamoci la voglia: 2

Incommentabile, è inspiegabile come la coppia sia arrivata a meritarsi il palco dell’Ariston.

Beatrice Bravi