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Titolo: Sindrome assassina

Autore: Bruno Pronunzio

Editore: Leone editore

Anno di pubblicazione: 2017

Numero di pagine: 248

 

Sinossi: I cadaveri di tre uomini vengono trovati, nell’arco di pochi giorni, a Milano, a Roma e sulle rive del lago di Como. Accanto a ogni corpo, l’assassino lascia una traccia: una chiavetta usb con il file di un’immagine e le istruzioni per ascoltare tre brani d’opera. Le modalità dei delitti spingono su piste diverse gli inquirenti da un lato e l’informatico Stefano Zarri dall’altro, nuovamente coinvolto dall’enigmatica figura dell’uomo chiamato Eccellenza.

Recensione: Bruno Pronunzio in Sindrome Assassina costruisce un vero e proprio puzzle. All’inizio del romanzo la sensazione di smarrimento che potreste provare è più o meno la stessa di quando ci si trova davanti ad uno di quei puzzle da mille pezzi, senza sapere da dove cominciare per ricostruirlo e rimetterlo insieme. Nomi, luoghi, date ed eventi vengono raccontati in maniera asciutta, quasi cronachistica, e sembrano voler formare un catalogo di casi, senza apparente connessione tra loro. Eppure con il procedere della narrazione, proprio come in un puzzle, ogni tassello andrà pian piano al suo posto, formando alla fine un quadro d’insieme naturalmente omogeneo. È chiaro, quindi, che l’iniziale frammentazione non è altro che una volontà autoriale di aumentare lo straniamento da parte del lettore e favorirne in questo modo l’immedesimazione con lo stesso senso di smarrimento che provano i vari personaggi.vilemina_z_milana

Sindrome assassina è un romanzo dai mille volti, dai mille luoghi e senza tempo. È la storia ambientata ai tempi di Guglielma la Boema, nella nebbiosa Milano del 1300; il racconto di come  Ahmed “Er Saraceno” è riuscito a trovare la sua seconda opportunità nella Civitavecchia d’inizio anni 70, dove il mare diviene simbolo di lavoro e fatica prima che di relax; sono gli eventi al centro della vita di Guglielmo, che dalla sua Torino arriva a Parigi, dove si troverà immerso nella risoluzione di un mistero. La storia di Stefano, informatico dalla monotona routine quotidiana, “costretto” dalla misteriosa figura di Eccellenza a partecipare all’indagine su un serial killer, che sulle sue vittime lascia messaggi dalle sfumature religiose. È insomma un romanzo thriller, che ha alla base dei misteri, ma è anche e soprattutto una storia sociale e di carattere corale che vi permetterà di avere una visione d’insieme sulla vicenda, non senza una buona dose di preferenza a questo o quel personaggio. Nella trama religione, eventi storici e denaro si mescolano tra loro, in una lotta tra poteri vecchia come il mondo. Sullo sfondo, alcune tra le maggiori opere teatrali della storia come il Fidelio di Beethoven, Il Trovatore di Verdi, la Carmen di Bizet o le opere di Wagner, scandiscono idealmente la narrazione, aumentandone o diminuendone idealmente il ritmo.

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Ho apprezzato la lunghezza del libro, trovandolo della giusta misura. Molto spesso gli autori  di gialli o thriller tendono ad “allungare il brodo”, probabilmente credendo che più dettagli o tasselli narrativi si aggiungono e maggiore sarà la perfezione del libro o la suspense creata nel lettore, mentre in  realtà ciò non fa altro che distogliere l’attenzione dagli eventi veri e propri, causando anche una buona dose di noia. Nel caso di Sindrome assassina forse avrei dato un po’ di spazio in più ad alcuni personaggi, ma probabilmente ciò è dovuto ad una preferenza personale, che come ho detto sopra, si instaura facilmente nei casi di trame con molti personaggi.

Martina Mattone