C’è chi lo ha già definito “Il film del 2017”, un caso cinematografico che ha diviso la critica e il pubblico: quando si parla di La La Land non ci sono vie di mezzo, o piace da impazzire o annoia da morire. Premesso che ognuno ha i suoi gusti e le sue opinioni personali da portare giustamente avanti con convinzione, viene spontaneo chiedersi come sia possibile che i pareri siano così discordanti sullo stesso film.

Partiamo dai fatti. Il film è stato candidato a 14 premi oscar (un record che non succedeva dai tempi di Titanic) e ha vinto 7 Golden Globes: questo non è necessario per additarlo come “capolavoro”, ma sicuramente un merito bisogna riconoscerglielo, specialmente al giovanissimo regista Damien Chazelle, che nel caso in cui vincesse il 24 Febbraio sarebbe il più giovane regista di sempre a portare a casa la statuetta. Si è messo alla prova con un genere che da sempre divide gli appassionati del cinema, ossia il musical. Diversi titoli appartenenti a questo genere hanno ricevuto nominations e premi negli anni (My Fair Lady, Les Miserables e West Side Story, solo per citarne alcuni), ma non capita con frequenza che un musical riesca a convincere tutti, o quasi tutti, e La La Land si inserisce pienamente nel dibattito; certe persone definiscono le canzoni come banali e troppo orecchiabili, altri le cantano senza sosta da quando hanno visto il film, quel che è certo è che sono solari e capaci di coinvolgere gli spettatori in quel clima di sogni, follia e amore che è alla base della pellicola. (è candidato sia nella categoria “Miglior colonna  sonora” che “Miglior canzone”).la-la-land-2

Non tutti hanno poi apprezzato le capacità dei protagonisti, Emma Stone e Ryan Gosling, definendoli goffi in certe scene e poco convincenti. Il finale inoltre è stato giudicato come scontato e la durata complessiva troppo lunga. Dagli appassionati di musica è stato criticato il modo in cui il jazz viene presentato dal protagonista, che vorrebbe essere un pioniere moderno in un genere considerato statico e “antico”, quando invece in questo ambito si tende a non guardare al passato e a innovarsi completamente. Insomma, come ogni titolo attesissimo che si rispetti, ha suscitato pareri e opinioni contrastanti tra le quali non sembrano esserci ponti mediatori, e sarà proprio questo  a tener viva la fama di La La Land, perché “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”, dice un vecchio detto popolare.maxresdefault1

Entrambe le parti, dunque, hanno ragione e allo stesso tempo torto: se li merita tutti gli Oscars a cui è candidato? Molto probabilmente no – e non li vincerà nemmeno tutti –  su questo punto concordano in molti. Merita di essere visto? Si perché è un omaggio al cinema dagli anni 20’ ai nostri giorni e ai musical più famosi, un modo per evadere dalla realtà e sospirare dietro a una storia forse banale, ma sicuramente toccante, supportata da un’idea di amore per quel che si fa e di tentativi estenuanti che in tempi di crisi può rincuorare i cuori speranzosi, inoltre è ben costruito in ogni dettaglio, dai vestiti, alle ambientazioni alla scenografia e sceneggiatura in generale.

È noioso? Molti dicono che il punto di svolta sia nella seconda parte quindi in alcuni punti potrebbe effettivamente risultare un po’ lento, ma offre una gran quantità di spunti sui quali ragionare, ricordare e magari applicare nella propria vita. In ogni caso prima di criticare qualsivoglia film è sempre doveroso andare a vederlo, in modo tale da non parlare a vanvera. Come dice, anzi canta, Mia verso la fine però, “Questo è per coloro che sognano, anche se possono sembrare degli sciocchi”, e ci piace pensare che con queste parole si sia rivolta a tutti quelli che lo hanno visto o lo vedranno, una sorta di messaggio consolatorio capace di farci emozionare, in un modo o nell’altro, anche solo per un istante.

Angelica Corà