Appena dimesso dal Policlinico Gemelli il Premier Paolo Gentiloni – sabato scorso, 14 gennaio – ha presieduto un importante seduta del Consiglio dei Ministri che, tra le altre cose, ha dato il via libera a tre decreti legislativi volti ad attuare la Legge 20 maggio 2016, n. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze).

La senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà, relatrice al Senato del ddl, ha definito come “con l’approvazione dei decreti attuativi sulle unioni civili si completa il percorso normativo e ordinamentale della legge” e vengono così chiariti tutti i punti critici che sono emersi in fase di attuazione. L’unione civile – ha marcato la Senatrice – come il matrimonio può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo. Il matrimonio contratto all’estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell’unione civile, mentre per lo straniero continua a valere la legge del suo Stato, in ossequio ai principi del diritto internazionale privato. Sarà sufficiente il certificato di stato libero, al posto del nulla osta del Paese di origine, per quegli stranieri provenienti da Stati nei quali l’orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l’omosessualità sia penalmente sanzionata. Viene inoltre fissata – ha proseguito la Senatrice – la possibilità di delega delle funzioni di ufficiale di stato civile per celebrare l’unione civile, così come avviene per il matrimonio, a consiglieri, assessori o privati cittadini che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunali. Ed infine viene ben specificato che l’opzione facoltativa dell’adozione del cognome del partner non da seguito ad alcuna modifica dei dati anagrafici, quindi non vi è alcuna modifica del codice fiscale o di altri documenti”.

Angelo Portogallo