978880623282medTitolo: Le parole che ci salvano

Autore: Eugenio Borgna

Editore: Einaudi Editore

Anno di pubblicazione: 2017

Pag: 248

 

Sinossi: Nelle nostre giornate siamo continuamente chiamati ad ascoltare gli altri, a rispondere alle loro angosce e alle loro speranze. Ma per farci carico della loro gioia e del loro dolore dobbiamo accoglierlo mettendo in gioco i nostri. Conoscere se stessi, e così poter riconoscere gli altri, è il modo più intenso di essere responsabili; perché nessuno si conosce fino a quando è soltanto se stesso, e non, al medesimo tempo, un altro. Comunicare davvero non significa rispondere a un messaggio o a una mail, ma entrare in relazione con la nostra intimità e con quella degli altri. In modo che la comunicazione non sia un gesto fra tanti ma un sinonimo di cura. Entrare in contatto con l’altro significa mettere in gioco quanta più passione ed emozione. Anche se questo vuol dire mostrarsi fragili. Nella fragilità si nascondono infatti delicatezza, compassione e gentilezza che ci consentono di immedesimarci negli stati d’animo e nelle esistenze di chi è altro da noi. E non è mai stato tanto necessario e urgente farlo quanto lo è oggi.

Recensione:

“Le emozioni anelano ad essere espresse e ad essere comunicate , a non essere tenute nascoste, perché, come diceva William Shakespeare nel Macbeth, spezzano il cuore se non sono portate alla luce del linguaggio, del linguaggio delle parole e del linguaggio del corpo vivente, del volto e degli sguardi, delle lacrime e del sorriso. Le parole , queste creature viventi , sono di una radicale importanza nel creare ponti di comunicazione fra chi parla e chi ascolta, fra chi cura e chi è curato, o nell’ inaridirli, e nello spegnerli”

Questo piccolo volume, racchiude in sé una naturalità espressiva così abbagliante, che risulterà di una comprensione assoluta e di una immediatezza spiazzante. eugenioborgna

Eugenio Borgna (che prima di essere uno scrittore è  primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara) ci guida attraverso un percorso che anche lui definirà difficile, ovvero la quasi dimenticata forza delle parole e soprattutto, di quelle che definiscono noi stessi. Ebbene sì, perché nella lotta infinita che combattiamo con la vita, con le paure così come con la presenza di un futuro così ingombrante non riusciamo a trovare lo spazio per definire noi stessi. E questa incolpevole contraddizione è il fondamento di questo libro, che riporta alla luce la proprietà più dimenticata dell’essere umano: il creare emozioni e sentimenti tramite l’uso delle parole. La forza che le parole hanno è così forte da farle restare impresse nel tempo, che continuerà  a scorrere inesorabile. Inoltre, per conoscere se stessi, va prima di tutto conosciuto il mondo. E per conoscere il mondo – quindi noi stessi- bisogna passare dall’inesauribile e umana volontà  di esprimere le emozioni, liberandoci dai preconcetti che contraddistinguono la nostra generazione ed il nostro secolo.

Niccolò Inturrisi