Eddie Redmayne e Felicity Jones ci hanno fatti sognare in “La teoria del tutto” portando sullo schermo la storia d’amore tra lo scienziato Stephen Hawking e l’ormai ex-moglie Jane Wilde, una resa talmente coinvolgente ed efficace da far vincere all’attore l’Oscar come miglior attore protagonista nel 2015.

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Per 25 anni Stephen e Jane sono stati una coppia amorevole, lei si è presa cura di lui giorno dopo giorno, non facendogli mai sentire il “Peso” della sua dedizione, mentre il marito, paralizzato dalla Sla su una sedie a rotelle, ha continuato incessantemente a dedicarsi alle teorie e agli studi che lo hanno portato ad essere uno dei più celebri astrofici al mondo, mettendo alla prova se stesso contro una malattia che sembrava dovesse portarlo giovane alla morte. E’ proprio da giovani che i due si conoscono: hanno 21 anni, frequentano l’università inglese di Cambridge; lei è vivace e affascinata dai poeti spagnoli, lui è un promettente studente di cosmologie con la testa sempre fra le nuvole, anzi fra l’universo. A una festa si avvicinano e Jane non esita a definirlo “Eccentrico e bizzarro”, ma ciononostante si lascia coinvolgere da quella personalità vulcanica fino a realizzare che lo ama, una presa di posizione che paradossalmente avviene in un momento tremendo: gli viene diagnosticata una malattia che gli lascia soltanto due anni di vita. E’ proprio allora, quando il destino sembra essere loro nemico, che decidono di dare una svolta alle loro esistenze, fondendole in un’unica nel vincolo del matrimonio. Lei si impegna per non fargli mancare nulla e per rendere meraviglioso quel poco tempo insieme, mentre lui si butta a capofitto nello studio di qualcosa che gli manca, proprio il tempo. Mentre il suo corpo si paralizza poco a poco, la sua mente sembra non conoscere limiti e insieme a Jane capisce l’importanza del suo lavoro e della lotta incessante per continuare a vivere.
Questa favola è infine stata ripagata dall’arrivo dei figli e dalla vittoria di Stephen sulla morte, una vittoria che nel 2009 ripete in un momento in cui le sue condizioni sembravano essere disperate.

“Mi sono innamorata di lui per il suo sorriso aperto e i suoi occhi grigi. Ma dopo la malattia è stato un problema. C’erano due Stephen Hawking: il fenomeno pubblico e la vita privata tra medici e infermieri che ci ha precipitato nel nostro buco nero. All’inizio ci divertivamo lo stesso ed eravamo convinti di sconfiggere l’atrofia e i medici (…) La fama e la fortuna da una parte e i problemi di gestire la vita di tutti i giorni dall’altra sono stati troppo per me.”

Stephen e Jane si lasciano nel 1991, lui si innamora dell’infermiera che lo accudisce da tempo, Elaine Mason: Jane si dichiara senza rimpianti, ha fatto quel che ha fatto per amore della famiglia, nonostante lo sfinimento e le continue difficoltà, non è mai scesa da quello che ha definito “Una vita da rollercoaster”, fatta di sacrificio ma anche di privilegi e di momenti dolci. Ha rifiutato con decisione quando nel 1985, in seguito a un’aggravarsi delle condizioni di salute di Stephen, i medici le proposero di mettere fine alla sua vitaS/T 3559-10, dimostrandosi una combattente tanto quanto lo studioso, che non ha mai perso la sua voglia di vivere nonostante gli anni e le difficoltà. Jane supporta il marito costantemente e pubblicamente, anche se ha sempre visto la fisica come la terza incomodo della loro relazione, che glielo portava via nei momenti di lucidità lasciandola sola con varie responsabilità, di fronte alle quali ha provato sentimenti contrastanti e forti ma sempre supportati in fondo dall’amore, l’unica vera forza che sembra in grado di battere il chiodo fisso di Stephen, il tempo e l’universo. A questo proposito, a 70 anni Jane ha deciso di raccontare il loro matrimonio in un libro, “Verso l’universo”, una dichiarazione lucida, attenta e realistica di quel che sia veramente stato il loro rapporto e di quanto sia stata dolorosa per lei la separazione, che è poi riuscita a superare: ora si incontrano ogni due settimane e vanno addirittura in vacanza insieme, come una famiglia. Alla luce di ciò, è evidente che a nessuno più che a lei si può dedicare la seguente frase di Stephen Hawking: “Per quanto difficile possa essere la vita c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi.” Quelle stesse stelle che una volta hanno guardato insieme, alla ricerca dell’infinito.

Angelica Corà