Una voce fuori dal coro che ha iniziato a improvvisarsi maestro d’orchestra. Si presenta così Beppe Grillo che ha visto impugnare sia il Regolamento che stabilisce le cause e le modalità di espulsione per uno dei componenti del M5S (approvato lo scorso ottobre tramite una votazione on-line), sia il nuovo Statuto.

Alcuni dei facenti parte del Movimento, rappresentati dall’avvocato Lorenzo Borrè, hanno infatti deciso di mettere sotto processo Statuto e Regolamento in quanto contrario alle norme del Codice Civile svilendo così la funzione sovrana dell’assemblea, e chiedendo anche una sospensione cautelare al Tribunale dello stesso. Nella fattispecie concreta i ricorrenti contestano l’adozione del Regolamento (ritenuto oltretutto incostituzionale per la violazione dell’articolo 21 della Costituzione) secondo un metodo non assembleare, l’approvazione delle modifiche statutarie, malgrado il non raggiungimento del quorum necessario, e la validità di norme in bianco presenti nello statuto stesso. Inoltre, per l’avvocato Borrè, sarebbe presente un’ulteriore violazione che riguarda la mancata convocazione di tutti coloro abbiano il diritto di voto, ”alcuni iscritti, pur non essendo espulsi, non sono stati convocati al voto ed hanno trovato il loro account per votare disabilitato mentre sono stati esclusi tutti gli iscritti dopo il 31/12/2015”.

L’atto citazione verrà oggi notificato a Beppe Grillo, in quanto rappresentante legale dell’associazione a cui fa capo il Movimento, per poi essere depositato in Tribunale.

Stefano Delfino La Ferla