arton142853Titolo:Buchi nella sabbia

Autore: Marco Malvaldi

Pag: 256

Editore: Sellerio editore Palermo

Anno di pubblicazione: 2015

Sinossi: Ernesto Ragazzoni avrebbe voluto che sulla propria tomba fosse scritto: «D’essere stato vivo non gli importa». Poeta dei buchi nella sabbia e delle «pagine invisibilissime», dell’arte giullaresca realizzata nella vita fuori dal testo, è in un certo senso il testimone di questo «dramma giocoso in tre atti». Come grottesco contrappasso, accanto a lui, bohémien anarchicheggiante e antimilitarista, agirà come in duetto un rigido ufficiale dei regi carabinieri.
Siamo nel 1901, tempo di attentati (il re Umberto è stato appena ucciso), e a Pisa, terra di anarchia. Al Teatro Nuovo si aspetta il nuovo re, per una rappresentazione della Tosca di Giacomo Puccini. Le autorità sono in ansia: il tenore della compagnia «Arcadia Nomade», i cavatori di marmo carrarini convocati per alcuni lavori, gli stessi tecnici del teatro, sono tutti internazionalisti e quindi sospetti. E nell’ottusa paranoia dei tutori dell’ordine, perfino il compositore, il grande Puccini, è da temere tra i sovversivi. A scombinare ancor di più le carte è l’intervento di quello stravagante di Ragazzoni, redattore del giornale «La Stampa».
Fatalmente l’omicidio avviene, proprio sul palcoscenico al culmine del melodramma, e non resta che scoprire se sia un complotto reazionario o un atto dimostrativo di rivoluzionari. O un banale assassinio.

 

Recensione: Ernesto Ragazzoni è il protagonista di questo romanzo, ambientato nell’Italia degli inizi del ‘900 , in cui la teatralità e l’ascesa della vita politica nei salotti più ingombranti d’Italia resta da sfondo alla giocosità e alla spietatezza del mondo reale, delle sue più ciniche visioni.df132a515f711cc619557f02e6404b

La trama criminale si innesta sul background  di un teatro, il Teatro Nuovo,  che idealmente ricrea un parallelismo tra finzione e realtà, non senza una buona dose di ironia. Elementi, questi ultimi, che di solito non si trovano facilmente nei gialli, eppure, l’autore li maneggia con grande maestria, alla stregua di uno scenografo. Lo scenario storico, fa il resto:  sullo sfondo di un’Italia indomita, quasi reazionaria, si compiace la sublime arte di Malvaldi nel creare un rapporto così stretto tra il lettore e lo scrittore, in modo quasi da far sì che egli racconti i suoi libri come ad un tavolo di un pub, in una chiacchierata tra vecchi amici. Ed è proprio grazie a quella stessa leggerezza – che non deve essere confusa con una superficialità stilistica, ovviamente –  che il lettore resterà ammaliato da questa trama semplice ma efficace, poiché lo scrittore riesce a creare nei suoi personaggi (anche in quelli apparentemente secondari) uno scopo significativo e alquanto simbolico, ma allo stesso tempo realistico, in cui ognuno di noi può ritrovare se stesso, in maniere diverse, ma sempre con la solita attualità e la compiacente trattazione di avvenimenti storici che risultano, infine,  di una teatralità spiazzante.

Niccolò Inturrisi