“Gli italiani hanno guardato l’Italia con la testa in giù e i piedi in su, alla rovescia. Solo così hanno potuto vedere e capire chi, cosa e come è successo. La verità non è sempre quella che appare” dice Beppe Grillo. Un discorso di fine anno che appariva come un ricalco populista dell’ormai standardizzata esternazione presidenziale del 31 dicembre. Beppe, parlando di in una sorta di universo altamente complottista, cerca di idolatrarsi come colui il quale è riuscito a togliere finalmente questo velo di Maya che ci intrappola brutalmente in una fittizia realtà inventata dai giornali, dalle televisioni o dalle radio, inventate da Renzi e da quel brandello di partito che ancora facciamo finta sia, nonostante tutto, il vecchio PD.

Una profetica rivelazione o una squallida tecnica di manipolazione mediatica? Ai posteri l’ardua sentenza sarebbe solito dire ma stavolta il giudizio deve essere espresso dai presenti, poiché troppo spesso e con troppa facilità ci si è fatti distrarre. I referendum che diventano, praticamente e palesemente, voto di fiducia al governo, leggi mascherate da risultati di altre leggi, la politica che parla il linguaggio dell’economia scordando l’essenza di ciò che è.

Pochi esempi per ricordare: Berlusconi e il suo ventennio, in periodo in cui le tasse diminuivano a scapito del debito pubblico, tutti credevano che sarebbe durato per sempre e oggi diamo la colpa a tutti tranne che a noi stessi per aver permesso un presente così precario. L’illusione del benessere momentaneo e contingente ha polverizzato le coscienze di moltissimi. Non che sia stata una nuova tecnica prodotta dalla mente del premier del momento, ma il modo in cui fu utilizzata (adoperando i più nuovi ed efficaci mezzi di comunicazione di massa, le televisioni) fu devastante. Bastava un sorriso in TV, delle belle parole e lifting per la pelle e il gioco era fatto, tutti ci addormentammo nelle parole di un ottimo oratore. Leggi ad personam, palpabili conflitti d’interesse, bugie smentite dopo pochi giorni da quei giornali che non erano i suoi e scandali continui non incisero avvertimenti sufficientemente accessi nelle teste di molti.

La Mafia in Sicilia. Un compromesso storico che, in cambio di protezione, assicurava a delle primitive organizzazioni criminali (che così non si presentavano) il “rispetto” dei siciliani. Ecco, il rispetto in Sicilia non si conforma alle definizioni del Treccani. Il rispetto un concetto che si spiega nei favori che il rispettoso elargisce in favore del rispettato, la mancanza del rispetto provoca la morte come fosse una malattia. Una particolare forma di malaria che si presenta, oltre nei suddetti sintomi, anche provocando la cecità, sordità mutismo nei casi in cui si assisteva un omicidio, o, ad esempio, si veniva a conoscenza di illeciti traffici di armi o droga. I Siciliani scelsero di vivere nell’illusione che tutto andava bene comunque, anche il pizzo fu accettato, e i mezzi che usò la mafia furono le pistole e le bombe, la paura. Solo quando i morti cominciarono ad essere troppi e le bombe fecero saltare le autostrade i siciliani si ribellarono alla paura e l’illusione venne strappata. Non andava più bene.

Se guardassimo invece il panorama internazionale, oggi, vedremo la grande illusione che gli uomini pensano di vivere in pace, dimenticando attentati, guerre in Libia, in Siria, in Iraq, i sacrifici dei curdi, i colpi di stato in Turchia, bombe che falciano giovano vite innocenti in ogni parte del mondo. Siamo sicuri di aver conquistato la civiltà tanto ambita eppure alcuni dei paesi più industrializzati ancora fanno uso della barbara pena di morte.

I nostri occhi vengono, dunque, affollati d’immagini inutili e fuorvianti che non ci mostrano realmente il mondo in cui viviamo ma si limitano a un’illustrazione che serve al momento. Siamo nell’era dell’opportunismo mediatico ove chiunque voglia più sovvertire le coscienze di tutti a proprio piacimento e per il perseguimento dei propri scopi. Certo Beppe Grillo non è calibrato agli esempi riportati, troppo drammatici per la portata di un comico. Ma è nell’esagerazione che gli uomini notano le contraddizioni. Oggi il compito dell’uomo è quello di svelare tali contraddizioni poiché mai come adesso è stato difficile farsi un’opinione. Sballottato da destra a sinistra, l’uomo del 2017, non considera più ciò che è oggettivamente giusto o sbagliato ma si sofferma su quanto possa essere stimolante un discorso, un comizio, un video postato sul proprio blog. Ecco il segreto della vittoria di Donald Trump: stimolante politica scorretta accettata e condivisa da un popolo stanco di dieci anni di giustizia sociale. Gli Americani hanno preferito l’illusione di una facile frase “We will make USA great again”. Tra i vari buoni propositi per il nuovo anno, allora, non cerchiamo di arrivare puntuali, di iniziare una dieta, di trovare finalmente l’anima gemella o altri obiettivi squisitamente egoistici, cerchiamo di combattere le illusioni e riottenere la verità. Ribelliamoci ai facili sotto e fuggi degli uomini politici, alle errate convinzioni di un mondo che funziona già, all’inerzia dei nostri cuori assopiti.

Stefano Delfino La Ferla