Oggi partono i saldi invernali nella maggior parte delle regioni italiane – in Basilicata sono già partiti il 2 gennaio mentre in Valle d’Aosta il 3 –  e dopo l’andamento turbolento dei consumi natalizi anche le prime stime relative agli acquisti in saldo prospettano un galleggiamento rispetto allo scorso anno. Dall’analisi condotta dalla Federconsumatori emerge che solo il 39% delle famiglie si prepara ad effettuare acquisti approfittando dei saldi e, il dato più rilevante, riguarda la forte differenza della propensione all’acquisto e dell’entità della spesa tra Nord e Centro Sud.  “Così come avvenuto per i regali di Natale, anche per i saldi vi è un andamento decisamente più sobrio e contenuto al Sud. Una tendenza purtroppo prevedibile – fanno sapere dall’associazione dei consumatori – dettata dalla grave assenza di opportunità lavorative, specialmente per i giovani e dall’esigenza, da parte delle famiglie, di provvedere al mantenimento di figli e nipoti disoccupati”. L’altro dato importante, quello che più rispecchia la previsione del consueto appuntamento annuale alla corsa per il risparmio, è che mediamente ognuna delle 9 milioni e 360 mila famiglie che acquisterà a saldo spenderà 179,92 Euro (appena lo 0,3% rispetto allo scorso anno). È molto chiara la situazione di disagio che stanno vivendo le famiglie italiane a cui secondo la Federconsumatori si aggiunge “un atteggiamento di cautela e preoccupazione visti gli aumenti già annunciati per il 2017 che, aggiornati alla luce degli ulteriori aumenti tariffari di luce e gas, nonché delle tariffe autostradali, ammonteranno complessivamente a oltre +771 Euro annui a famiglia”.

ALCUNI CONSIGLI

  1. Prima dell’avvio dei saldi verificare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare e, se possibile, fotografare la cifra con il telefono cellulare. In questo modo si avrà una prova certa del prezzo di partenza e sarà quindi possibile valutare la reale convenienza dello sconto;
  2. Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, cercando di orientarsi verso prodotti di cui si ha reale necessità;
  3. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce e di negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto);
  4. Controllare accuratamente il cartellino, su cui devono essere obbligatoriamente riportati, in modo leggibile, sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto;
  5. I prodotti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma dell’anno in corso e non delle stagioni degli anni passati! I prodotti di risulta o di magazzino devono essere venduti separatamente da quelli in saldo;
  6. Anche se il cambio del prodotto non è obbligatorio ma a discrezione del negoziante, conservare lo scontrino quale prova di acquisto. Lo scontrino è infatti essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché vincola il commerciante alle norme di legge relative alla garanzia di sostituzione o al rimborso della somma pagata;
  7. I commercianti non sono obbligati a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia il nostro consiglio è di diffidare dei negozi in cui non sia appunto possibile provare tali capi;
  8. Per problemi o “bufale” rivolgersi ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio o ad un’Associazione di consumatori.

 Angelo Portogallo