Durante le vacanze di Natale finalmente la frenesia della vita viene sospesa (certo, magari a qualcuno manca ancora qualche regalo da acquistare e si butterà alla ricerca del giusto gadget nel carnage dei centri commerciali la Vigilia) e ci si può dedicare alla famiglia, agli amici e anche a se stessi. Uno dei modi migliori per farlo oltre a pranzi, cenoni e concedersi qualche ora in più di sonno è accomodarsi in una sala cinematografica e godersi una buona pellicola. Oggi sono in uscita diversi film che saranno in proiezione per le prossime settimane. Ecco tre titoli che meritano il vostro tempo.

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Paterson è un film di Jim Jarmusch, un’icona del cinema indipendente americano, già regista di Dead Man (1995) e Ghost Dog (1999), è ormai un ospite annuale del Festival del cinema di Cannes. Questa pellicola vede protagonista l’attore Adam Driver (che sarà presente prossimamente nel nuovo lungometraggio di Scorsese in uscita a gennaio) nei panni di Paterson, un giovane uomo autista di autobus che vive con la moglie in un paesino del New Jersey che porta il suo stesso nome. La loro vita è regolare, scandita da abitudini e routine dalle quali sfora saltuariamente la produzione poetica di Paterson e l’entusiasmo della compagna Laura che sogna di diventare una cantante folk. E’ una storia circoscritta e autonoma, completamente ambientata nelle strade e nelle vie della cittadina che si riflette specularmente anche nella vita della coppia protagonista che pare non aver bisogno di nulla di più dell’amore e del pacato vivere sapendo godere di ogni piccola cosa. Le poesie di Paterson che costellano la narrazione sottolineano proprio quest’ultimo punto, sta tutto nello sguardo che una persona posa sulle cose del mondo, la bellezza è sempre lì, disponibile ad essere colta. Un film da prescriversi per addolcire i momenti aspri della vita.

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Un po’ più movimentato e più americaneggiante è l’ultima produzione di Stephen Frears, Florence. Il regista britannico de Le relazioni pericolose (1988) e The Queen – La regina (2006) ritorna sul grande schermo con una pellicola amabile che vede protagonisti il consanguineo Hugh Grant, ormai nelle parti di gentleman della borghesia inglese con qualche rimasuglio dei suoi precedenti impacciati rubacuori, e una strepitosa (come al solito) Meryl Streep che interpreta Florence Foster Jenkins. Il film è tratto dalla reale storia della cantante d’opera e esponente della società bene newyorkese degli anni Quaranta. Ciò che rende particolare la storia tale da essere rappresentata cinematograficamente per la terza volta è il successo che sempre accompagnò le sue performances canore nonostante le sue ridotte e talvolta anche assenti doti canore.

La musica pare essere l’unico mezzo per soddisfare la vita difficile di Florence ormai vittima di una grave malattia che talvolta le impedisce anche di alzarsi dal letto. Grazie alle premure del marito che in tutti i modi cerca di fornirle i mezzi per coltivare la passione che è in grado di sollevarla dai momenti di agonia della malattia, Florence continuerà la sua scalata verso il successo accompagnata dal maestro di canto e dal pianista Cosmé McMoon (Simon Helberg), fino a giungere all’esibizione finale alla Carnagie Hall. La storia non vuole essere il solito film strappa lacrime: la cantante è una donna forte, spiritosa e il pubblico apprezza proprio il coraggio e la passione con cui si prepara e si esibisce sul palco.

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Dai toni un po’ più seri è Lion diretto da Garth Davis, alla sua prima produzione cinematografica sul grande schermo.

Tra i protagonisti del film il giovane Dev Patel già interprete in The Millionaire (2008) e ne L’uomo che vide l’infinito (2015) che in questa pellicola è Saroo, un ragazzo di origini indiane che portato dal caso disgraziatamente lontano da casa, viene adottato da una coppia australiana. Passata l’adolescenza il giovane è deciso a ritornare nel paese d’origine, un luogo che affolla la sua mente di ricordi e di volti. Grazie a Google Earth Saroo riesce ad individuare la stazione dal quale un giorno da bambino prese il treno che lo portò lontano dalla sua famiglia. Nonostante la madre adottiva Sue (interpretata dal premio Oscar Nicole Kidman, qui in una parte più convincente rispetto alla precedente in Genius di qualche mese fa) lo ami di un amore puro e incondizionato, comprende il suo bisogno di tornare alle proprie radici e di riprendere la vita da lì dove si era interrotta anni prima.

 

 

Beatrice Bravi