Nella nostra sezione de “Lo scaffale dei libri” oggi ospitiamo Noemi Gastaldi, pseudonimo di un’autrice italiana ( io che sono curiosa come un gatto gliel’ho chiesto subito e  – no, non l’ho tagliato dal testo – Noemi davvero non ha voluto dire il suo vero nome neppure a me che l’ho intervistata, quindi risparmiatevi la domanda e non lasciatevi assolutamente condizionare da questo dettaglio) sotto la cui penna sono nati diversi romanzi, che spaziano da un genere all’altro. La sua prima pubblicazione risale al 2009, quando collabora al romanzo erotico-sentimentale “22 fiori gialli”, attualmente edito da Eroscultura. Nel 2011, affascinata dal mondo sommerso dell’arte indipendente, riprende in mano una vecchia bozza ideata anni prima e mette le basi per la saga “Oltre i confini”.  Suoi sono anche i racconti, in edizione digitale, Casamatta, Male dire e Il coltello che vi consiglio vivamente, soprattutto se amate immergervi in atmosfere particolari e fantastiche senza che queste implichino necessariamente una storia più lunga.

  • Ciao Noemi, la prima domanda rappresenta più che altro una curiosità. “Noemi Gastaldi” non è il tuo vero nome, ma uno pseudonimo. Cosa porta un autore a preferire di celare la propria identità piuttosto che presentarsi con il proprio nome? Qualcuno ti ha mai accusata di non “metterci la faccia”?

Ciao! La scelta dello pseudonimo deriva dalla mia prima pubblicazione: avevo meno di vent’anni ed esordivo con un romanzo erotico, che oltretutto voleva essere una sorta di reportage di una particolare fetta di realtà che io e il mio coautore avevamo attorno… Insomma, un libro con personaggi un po’ troppo simili alle persone che frequentavamo, non sempre dipinte in modo edificante. Per sentirci liberi fino in fondo senza il peso di creare problemi (o anche solo imbarazzo) a qualcuno abbiamo usato gli pseudonimi. Ho poi mantenuto questa scelta perché continuo, imperterrita, ad ispirarmi fortemente a cose che vedo per creare vicende e personaggi… e non amo per nulla l’idea che qualcuno venga a dirmi “Oh, ma quello lì sono io!”. “Noemi Gastaldi” è la creatura tramite la quale posso dire ciò che mi passa per la testa senza timore di ferire nessuno, soprattutto.

Se mi hanno accusata di “non metterci la faccia”? In realtà, per ora non è mai successo. Piuttosto, alcuni si sono stupiti che io non abbia scelto un nome straniero, come fanno in molti. Tuttavia qualche volta ho pensato di rinunciare a questo vezzo per non accomunarmi a chi abusa di questa possibilità, quella di usare uno pseudonimo, per avere quantità spaventose di identità fasulle da usare in modo poco lecito… Insomma, a volte mi sono accusata da sola di “non metterci la faccia”, ma per ora ho sempre finito anche per assolvermi.

definitiva

  • Veniamo al tuo ultimo lavoro. Raccontaci Oltre i confini.

L’idea del mondo “Oltre i confini” è nata quando ero poco più che una bambina, ma ho iniziato a lavorarci quando avevo ventidue anni. Volevo raccontare un percorso esoterico, l’incontro con la propria anima e la spiritualità, ma ho voluto farlo in chiave Fantasy, in modo da soffermarmi più su ciò che ritenevo importante: le emozioni, le sensazioni – e meno su “tecniche”, rituali, riferimenti storici, pseudo-dimostrazioni etc

Ciò che viene narrato nel volume che ho da poco pubblicato, una versione comprensiva della prima trilogia “Oltre i confini”, è sostanzialmente il percorso di crescita di due donne: Lucilla vive il suo impulso a cercare la propria anima come un disagio e crede di soffrire di allucinazioni, mentre Francesca ha la lucidità e la forza per vivere appieno le proprie esperienze nel mondo oltre i confini… Le due finiranno per incontrarsi e vivranno assieme molte avventure.

  • Dammi tre motivi per cui, secondo te, un lettore dovrebbe avvicinarsi all’ambiente del fantasy

Personalmente mi sono avvicinata al fantasy (come lettrice) perché volevo vivere qualcosa di diverso e inaspettato, ma non ti darò tre motivi per avvicinare i lettori che non ne sono attratti. Credo che i libri debbano chiamare i propri lettori.

  • Hai sempre voluto fare la scrittrice? E se sì, quali sono stati/sono i tuoi modelli?cover-coltello

In realtà, no. Ho sempre amato scrivere, ma non mi ci vedo a farlo per mestiere…

  • Con “22 fiori gialli” hai avuto modo di provare l’esperienza di una scrittura “a quattro mani”. Com’è confrontarsi continuamente con un’altra persona che spesso, durante le fasi di ideazione e scrittura, potrebbe pensarla diversamente da te? Lo rifaresti?

Non credo lo farei ancora. Ma tornando indietro lo rifarei. Il romanzo a quattro mani è stata la mia prima esperienza, se il mio coautore non mi avesse fatta partecipare al suo progetto forse non mi sarebbe venuto in mente di pubblicare altri libri. Però, avendo sperimentato entrambe le cose, preferisco scrivere per conto mio e soprattutto ideare e modificare le trame per conto mio.

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto ultimando una raccolta di racconti, ancora a tema “Oltre i confini”: alcuni sono già disponibili on line e si possono scaricare gratuitamente (Casamatta, Male Dire, Il coltello), altri saranno inediti.

Martina Mattone