Torna sotto i riflettori più irriverente che mai. Silvio Berlusconi non ha perso la sua vena da gran cabarettista, l’età non l’ha smorzato, anzi, probabilmente, ha irrobustito la sua maccheronica goliardia.

Al Quirinale il Cavaliere, durante il saluto del presidente Mattarella alle alte cariche dello stato, era stato invitato e occupava il posto in tredicesima fila (un posto scomodo per chi non si è mai accontentato neanche del primo). Un accorto ritardo, però, lo svincola dall’imbarazzo di quella collocazione e gli assicura un’entrata in scena sicura e disinvolta. Stringe le mani, sorride, saluta tutti come se il suo tempo non fosse davvero finito. Si intrattiene con il governatore della Puglia Michele Emiliano, scambia discorsi con il capogruppo del PD Luigi Zanda e con il vecchio amico Schifani. Accompagnato da Gianni Letta, Berlusconi, senza smentirsi mai, definisce quest’ultimo come la sua fidanzata. Per qualche minuto, poi, trattiene la ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli. Continua il suo cerimoniale con i giornalisti presenti “È giusto che la data del voto si allontani, non siamo assolutamente preparati e deve prima arrivare una legge elettorale condivisa”, non confidando più nel Mattarellum, “un buon sistema in passato, ma oggi siamo tripolari. Non funziona più”. Optando dunque per un sistema proporzionale. Certo, fu lui a inizializzare l’Italia verso un sistema maggioritario bipolare con larghi premi di maggioranza (Porcellum), ma lo spirito camaleontico di Berlusconi è ormai cosa nota. Il celato opportunismo è stata la sua arma per più di vent’anni e sicuramente non sarà adesso il momento della rinuncia. Con l’amico e successore Gasparri scherza, si dirige baldanzoso verso il direttore del CNEL “lei mi dovrebbe ringraziare! Lo sa?” Prendendosi, come al solito, il merito di una battaglia non combattuta. Corteggia Casini e addirittura elogia l’acerrimo rivale Romano Prodi “a parte le tasse ha fatto tante buone cose”. L’amore di Silvio si spreca per tutti tranne che per Giorgio Napolitano, poiché, a detto del Cavaliere, “è stato regista di troppe cose spiacevoli”.

Su Renzi, prima incalza con una battuta “ma Renzi chi?” Poi, trovando un attimo di serietà, dichiara “è uscito dalla porta ma è rientrato dalla finestra”. Questo, però, non porta il Cavaliere a distanza del programma del PD, che anzi ammette a Gentiloni, in presenza del presidente Mattarella, Forza Italia è d’accordo su tutto, a partire dalla MPS”, come confida il fondatore di FI, “è stata la prima a concedermi un mutuo”. Effettivamente non sono state sprecate le parole di Berlusconi, stavolta. È stato infatti approvato il decreto Salva Banche, che prevede un incremento del debito pubblico di 20 Miliardi in forza di queste ultime.(Camera: 389 si e 134 no; Senato:220 si e 60 no).

Stefano Delfino La Ferla