Paolo Gentiloni classe 1954, di nobile casata, laureato in scienze politiche, giornalista professionista, dal 2006 al 2008 è stato ministro delle Comunicazioni nel Governo Prodi II e, dal 31 ottobre 2014, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale nel Governo Renzi. Già portavoce del Sindaco di Roma Francesco Rutelli e poi assessore al Turismo e al Giubileo Gentiloni è stato uno dei fondatori di Democrazia è libertà – La Margherita, membro – nella XIV legislatura – della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, della Commissioni sui servizi radiotelevisivi e presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Tra i quarantacinque membri del comitato promotore nazionale del Partito Democratico, si è classificato al terzo posto nella corsa alle primarie del centrosinistra come sindaco di Roma del 2013. Da ministro degli Esteri – in sostituzione a Federica Mogherini chiamata ad assumere il ruolo di Alto rappresentate per la politica estera dell’UE –  Paolo Gentiloni come primo atto ufficiale ha contattato i due fucilieri di marina Latorre e Girone coinvolti nella crisi diplomatica tra l’India e il nostro Paese. A marzo dello scorso anno è stato in visita in Messico e poi a Cuba dove ha incontrato Raúl Castro assicurando il sostegno dell’Italia nelle trattative per la fine dell’embargo con gli Stati Uniti. Un ruolo importante, poi, nella crisi diplomatica tra Italia ed Egitto in seguito all’omicidio di Giulio Regeni culminata con il richiamo dell’ambasciatore italiano a Il Cairo.

In seguito alle dimissioni del Premier Matteo Renzi annunciate il 5 dicembre a prosieguo dell’esito del Referendum Costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” il Capo dello Stato Sergio Mattarella dopo le consuete consultazioni al Colle ieri, domenica 11 dicembre, ha affidato a Paolo Gentiloni l’incarico di formare un nuovo governo.

“Ringrazio il Presidente della Repubblica per l’incarico che mi ha conferito e che considero un alto onore. Cercherò di svolgere il compito con dignità e responsabilità”. Sono state queste le prime parole di Gentiloni al Quirinale seguite dall’importante precisazione di creare una nuova squadra di governo – compreso il programma –  tenendo conto dell’ampio e articolato quadro delle consultazioni “e per accompagnare, e se possibile facilitare, il lavoro delle forze parlamentari per definire con necessaria sollecitudine le nuove regole elettorali”. Paolo Gentiloni ha poi sottolineato l’indisponibilità delle maggiori forze di opposizione a condividere responsabilità in un nuovo governo dunque “non per scelta ma per senso di responsabilità ci muoveremo nel quadro del governo e della maggioranza uscente”.

Angelo Portogallo