Le foto che vi proponiamo sono state scattate in Thailandia durante un recente viaggio. Stefano Rinaldi mi ha raccontato di aver provato quasi un senso di imbarazzo nel realizzare questi splendidi scatti. Non voleva, infatti, essere l’ennesimo curioso che,  suo malgrado, era complice di quell’orribile sfruttamento di massa denunciato dall’ONU, perpetuato ai danni delle donne della tribù Karen, conosciute in tutto il mondo come donne giraffa, appellativo derivante dall’usanza di appendere al collo alcuni anelli in ottone che indossano sin da bambine. Ogni anno ne aggiungono uno fino ad un massimo di 10 kg. Scappate dal regime birmano in cerca di asilo politico, queste donne sono diventate oggi schiave del turismo. Messe lì, come in uno zoo. Bambine truccate, immobili come statue. Una forma di violazione dei diritti all’infanzia di cui si parla troppo poco. Compito di un fotografo è anche quello di mostrare, facendo conoscere una realtà che è lontana anni luce dalla nostra cultura. Qualcuna di loro mi ha sorriso – ha detto Stefano emozionato. Ma quanta sofferenza si portano dentro? Guardatele con attenzione negli occhi e giudicate voi.

Foto di Stefano Rinaldi (Seguilo su Instagram).

( A cura di Cristina La Bella )

Profilo del fotografo: 

11149105_10209302903440479_7853202525534514141_nStefano Rinaldi, nasce a Ferentino, provincia di Frosinone, nel 1982. Appassionato di fotografia sin dall’adolescenza, ha aperto da due anni Reset, uno studio immagine tutto suo, dove si occupa anche di informatica. Ha frequentato importanti corsi fotografici e diversi workshop con artisti internazionali, proprio per raffinare la tecnica e per scoprire tutto ciò che c’è da sapere. Predilige la foto ritrattistica a quella paesaggistica. Adora i contrasti forti e ama particolarmente gli scatti in bianco e nero.