Alla fine ha vinto il “No” alla Riforma Costituzionale e il Presiedente del Consiglio, quando i risultati non erano ancora definitivi ma era ormai chiaro come fossero andate le cose, ha comunicato le sue dimissioni tramite un lungo discorso, tenuto a Palazzo Chigi. “Sono contento – ha detto Matteo Renzi – di una partecipazione così massiccia da parte del popolo italiano”.

Un’affluenza che ha infatti dell’incredibile, ben il 70% degli aventi diritto si è recato ai seggi elettorale per esprimere la propria preferenza. Una decisione che sfiora il 60% dei dissenzienti contro il 40% dei favorevoli alla riforma, quindi un’ ampia maggioranza che non permette molte sfumature interpretative.referendum_risultato-1429f

“Davanti agli amici del Sì” Matteo Renzi si assume la piena responsabilità della sconfitta politica, di fronte gli italiani, però, cerca anche di sottolineare come e quanto nobili fossero le idee del suo progetto. In verità, o almeno questo sembra emergere dai risultati elettorali, gli italiani sono stanchi degli stessi “italiani medi”, gli stessi bravi oratori che da anni espongono le loro orecchie al canto delle sirene, per citare Tommaso Padoa Schioppa, dimenticando il timone della nave. Questi comunicatori così carismatici hanno perso ormai i loro consensi, poiché le brutture nascoste dietro la facile comunicazione hanno cominciato a riaffiorare devastando l’immagine artificiale di un uomo che non riconosce errori. Travaglio dichiara “Renzi era una speranza positiva che si è rovinata tra larghe intese e Napolitano” e quelle vecchie affermazioni che inquadravano Renzi come il Berlusconi di “centro sinistra” tornano a farsi sentire. 

Intanto Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati, nella notte ha accolto la notizia, dichiarando che “il Movimento 5 Stelle lavorerà già da domani per trovarsi preparato a governare”. Canta vittoria anche Brunetta, il quale, inaspettatamente, ha puntato l’attenzione su una nuova legge elettorale, sostenendo che “la nuova legge elettorale sarà un accordo di tutto il Parlamento”, non facendo i conti con il possibile ostruzionismo grillino alle porte e con l’idea di Salvini (condivisa anche dal Movimento) di andare in immediato a nuove elezioni.

In tutto ciò è da considerare l’apporto dato dal centro sinistra a questa campagna per il “No”. Come detto questa notte dallo stesso D’Alema “questa vittoria non avrebbe avuto quest’indice di consensi senza il contributo, di buona e significativa parte, del centro sinistra”. Continua poi “Ora il vero compito sarà discutere del destino del Partito Democratico che troppe volte è stato rinviato dall’attuale presidente del consiglio”.

Sono tanti i dubbi che in questo momento affollano la mente di tutti, quale sarà la decisione del Presidente Repubblica? Rimetterà alle Camere il voto di fiducia constatando, dunque, uno scioglimento formale? Accetterà le dimissioni del Presidente del Consiglio istituendo un governo tecnico o sciogliendo informalmente le Camere?

In questo clima d’incertezza oggi qualcosa è sicuro: i cittadini hanno reagito a quello che percepivano un possibile squilibrio costituzionale e hanno scelto. E in fondo la democrazia, volenti o nolenti, è proprio questa.

Stefano Delfino La Ferla