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Titolo: Il vento non lo puoi fermare
Autore: Elvira Serra
Casa editrice: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2016
Numero di pagine: 288

Sinossi: È la sera giusta, per Elias. Dopo la partita a calcetto e le lezioni all’università di Cagliari, è impaziente di partecipare alle prove del coro, dare un passaggio verso casa a Violetta e, vincendo la timidezza, confessarle il proprio amore. È la sera sbagliata, invece. Perché dopo averla lasciata davanti al portone, incapace di parlare, lui risale in macchina e va incontro a un destino buio. Quella notte, infatti, investe una giovane donna che muore sul colpo. E anche il suo futuro si spezza. Dopo l’incidente il senso di colpa è troppo grande: si chiude in camera, non vede più nessuno. Non parlare, non muoversi, sperando di sentire il meno possibile, sono gli imperativi del suo giudice interiore. Elias si infligge un percorso ascetico in fondo al proprio dolore, che pare senza uscita. Due anni. Finché, un passo alla volta, decide di abbandonare la Sardegna e cercare una sua strada, altrove… Ed è così che succede: il vento soffia di nuovo, inarrestabile, e porta con sé un presente da reinventare e il coraggio di affrontare tutto ciò che verrà.Elvira Serra ha scritto un romanzo intenso e lieve, di cadute e slanci vitali; una storia che, senza una parola di troppo, racconta come ci si sente nel momento in cui si ricomincia a respirare, quando si risale in superficie dopo una lunga apnea.

Recensione:

“Una causa dipende dall’altra, una lunga catena di eventi determina le vicende private e pubbliche: si deve sopportare tutto coraggiosamente perché tutte le cose non, come crediamo, avvengono, ma vengono.”

Così ha detto Seneca e gli ingredienti dell’ultimo libro di Elvira Serra – giornalista del Corriere della Sera e già autrice del romanzo di successo L’altra – sono proprio la mutevolezza del destino, la realtà che spesso è dura e insensibile e la difficoltà nel saper continuare con la propria vita anche quando essa sembra non avere più senso.  Il romanzo, che descrive con sapienza e sentimento i luoghi a lei più famigliari, ovvero quelli di Cagliari, è una storia che consiglio di leggere soprattutto se ci si sente smarriti e senza futuro, ma anche se si vuole confermare ulteriormente le certezze di cui si dispone: perché i sensi di colpa e il passato non ci abbandonano se restiamo fermi, dobbiamo agire e reagire, credere che andare avanti sia possibile e che tutto possa tornare come prima anzi, andare addirittura meglio. La storia di Elias ci insegna che il cambiamento è inevitabile e che nonostante i dubbi e l’ansia si può trovare la positività ed è possibile prendere decisioni sicure soltanto se e quando lo si vuole veramente, grazie anche al fattore tempo. Ci insegna inoltre che non dobbiamo chiuderci in noi stessi e dimenticarci del resto del mondo, perché non siamo gli unici a soffrire, anzi la sofferenza sembra essere paradossalmente un legame indissolubile e silenzioso che si crea a priori tra le persone.

14494609_686797311485661_2505632769433088705_nLe caratteristiche che ho maggiormente apprezzato riguardano anzitutto i personaggi, che non sono stereotipati e dimostrano di essere forti, seppure in maniere diverse. Lo stile dell’autrice, riconoscibile perfettamente in tutta la narrazione, è genuino, diretto e scorrevole, adatto a qualsiasi lettore e soprattutto a coloro che cercano una storia diversa  ma allo stesso tempo obiettiva; una storia capace di suggerire diversi spunti di riflessione interessanti e di insegnarci che il vento della vita soffia per tutti prima o poi, rendendoci capaci di cose impensabili e dandoci la possibilità di essere quel che desideriamo finalmente e una volta per tutte.

Angelica Corà