Le Elezioni presidenziali che si terranno in Francia il prossimo 23 Aprile saranno un banco di prova importante non solo per il popolo francese, ma anche per quello europeo, scosso oltre modo dalle influenze politiche d’oltreoceano. Si sono tenute da poco infatti le primarie del partito di destra francese più moderato, UMP, nelle quali  l’ex premier  François Fillon, con una campagna elettorale partita dalle retrovie,  comanda il gruppo con il 44,1% dei consensi, seguito da lontano da Alain Juppè con il 28,6%. Ne esce sconfitto, ma non molto dispiaciuto, Sarkozy che si arrende al 20,6%, tanto gli basterà per augurare uno dei più scontati endorsement all’amico Fillon. La destra più estremista e xenofoba capitanata da Marine le Pen, osserva quasi con disinteresse forte del consenso popolare accumulato in questi anni in cui il paese non è stato certo risparmiato da lutti cittadini, aggressioni, attentati. Quella paura che muove il voto dei francesi verso l’ipotesi più rigida e insensata non può essere riconnessa solamente al grande stupore alla vittoria di Trump alla Casa Bianca, ma soprattutto alla scomparsa di un partito di Sinistra in Europa.

Si, dobbiamo dar ragione del fatto che questi voti racimolati dalla Le Pen sono sicuramente frutto dei continui attacchi alla stabilità dello stato francese, ma anche al fatto che l’attuale presidente Hollande non sia riuscito minimamente a trasmettere -e ad attuare soprattutto- quella tranquillità  richiesta da un popolo traumatizzato dagli scontri e dai morti. Per non parlare delle riforme catastrofiche che il governo ha proposto in questi anni, partendo da l’approvazione delle legge sul lavoro, in un primo momento senza il voto del Parlamento, che ha oltretutto diviso la Sinistra perché aumenta la flessibilità del lavoro, facilita i licenziamenti e riduce i ricorsi davanti ai giudici. Ma dov’è finita la Sinistra?  In una vecchia conferenza Berlinguer diceva: “La libertà deve essere unita alla giustizia sociale”, ed è forse uno degli ultimi pilastri di socialismo che possiamo ricordare, ma questa Europa della condivisione e della libertà, che giustizia sociale sta apportando? Le riforme sul lavoro volute fortemente da Bruxelles per tutti gli stati membri, hanno comportato solamente la rinascita di partiti nazionalisti, di estremismo e di incomprensione. La noncuranza con cui viene sottovalutato e sgambettato ad altri il problema sul numero dei migranti, sempre in costante crescita; questa moneta che deve far i conti tutti i giorni con un mondo economico che forse non la vede più al centro dei disegni dei “grandi architetti”…chissà. Dopo che la Francia ci darà il suo verdetto il 23 Aprile, toccherà alla Germania della Cancelliera Merkel  andare alle urne, e da li in poi il destino della nostra triste Europa sarà ben che delineato.

Niccolò Inturrisi