Nei giorni scorsi è uscito al cinema “Animali fantastici e dove trovarli”, il primo di una saga che comprenderà 5 film totali (inizialmente ne erano previsti 3), tratto dall’omonimo libro di J.K.Rowling e ideologicamente scritto da Newton Scamander, il magizoologo più famoso della storia del mondo magico.newton_scamander

La notizia dell’adattamento cinematografico ha suscitato reazioni discordanti: per quanto infatti l’intera sceneggiatura sia stata – e sarà anche in futuro curata dalla scrittrice, consapevole di dover estrapolare una serie di film il più possibile aderenti alla sua idea – è stato impossibile non storcere il naso. Infatti, tale pseudolibrum  (ossia un libro immaginario creato come artificio narrativo perché citato in un’opera realmente esistente) non è una storia che prevede un filo conduttore, ma una specie di enciclopedia che, dopo un’intro in cui si spiega brevemente la storia della magizoologia, stila una lista degli animali fantastici, frutto delle ricerche intorno al mondo di Scamander. Non vi è dunque la narrazione della vita e dei viaggi del mago, pur essendo proprio questo il nucleo della saga, che quindi sarà molto liberamente ispirato a tale libricino e che approfondirà, più che gli animali, la figura di un nuovo personaggio destinato ad affiancarsi ad Harry Potter nel cuore dei molti fan sparsi nel mondo.

Il regista David Yates ha affermato che proprio questa libertà nel poter decidere e strutturarfantastic_beasts_and_where_to_find_them_newt_scamander_coat_cosplay_costume_-_wool_version_1e a piacimento della produzione lo ha convinto a rimettersi dietro la macchina da presa con la quale ha girato alcuni film della saga di Harry Potter. Rassicurati dunque da tali parole e dalla testimonianza della Rowling riguardo il duro lavoro svolto da Eddie Redmayne per rendere al meglio un personaggio nuovo e diverso (nel senso che è una persona qualsiasi che con la sua semplicità riesce a sistemare i problemi) dall’eroe che è stato Harry Potter, il film è già un successo, e le reazione di chi lo ha già visto sono state in gran parte positive, confermando che con una simile  possibilità di destreggiarsi tra idee e ispirazioni si può ottenere un risultato vincente.

Diversa storia è forse stata quella che abbiamo avuto con “Lo hobbit”, una trilogia di film diretta da Peter Jackson (che ha curato anche la trasposizione cinematografica della saga del “Signore degli anelli”, nella quale sono presenti riferimenti impliciti a “Lo hobbit”), ugualmente tratta da un libro singolo che era stato ideato da Tolkien come saga e che poi è stato inserito in svariate edizioni del “Signore degli anelli” a mo’ di appendice, trattandosi di una storia che è correlata alle vicende principali come un prequel. Esso infatti narra le avventure di Bilbo Beggins che intraprende un viaggio insieme a una compagnia di nani e all’immancabile Gandalf per riportare sul trono dei nani Torin e per liberare la montagna dal dominio del drago Smaug. Prima di essere prodotto, ci sono stati non pochi problemi legali connessi ai diritti della casa di produzione, e anche qui da i due pensati inizialmente si è poi passati al numero definitivo di 3: pur essendo stato comunque un successo al botteghino mondiale, i fans della saga si sono rivoltati contro le diverse modifiche, inserimenti e prolungamenti che sono stati apportati nella versione cinematografica, dimostrando in questo modo e in opposto a quel che si è detto in conclusione del paragrafo precedente, che non sempre l’idea di un adattamento “allungato” rispetto alla storia originariamente narrata nei libri si riveli positiva sotto tutti gli aspetti.lo-hobbit-la-desolazione-di-smaug-due-nuovi-spot-tv-5-cover-empire-ed-evento-speciale-a-roma

È anche vero che non si può accontentare chiunque, ma forse proprio la libertà più o meno disponibile alla base di un film determina di conseguenza il successo e la diversa accoglienza della pellicola tra critica, amanti della storia e pubblico che lo scopre per la prima volta tramite i film dai quali poi sono molte volte spinti ad affrontare la lettura dei libri che vi sono dietro. Non vi è mai la certezza di riuscire quando si intraprende un progetto simile, specie con saghe fantasy così amate come Harry Potter e il Signore degli Anelli, ma come si dice in questi casi: tentar non nuoce! che se riesce è comunque una soddisfazione oltre che un gran tornaconto economico, ma se non riesce ci restano comunque i libri da cui farci ispirare e dai quali costruire i nostri film personali : l’importante è che l’amore per il genere non venga mai meno, proprio come la magia che viviamo quando ci lasciamo trasportare da una storia ben costruita come le due sopracitate.

Angelica Corà