“Ti guardo dormire. Sono accanto a te, sei vestita di una lunga tunica nera e rossa, ricamata sul petto. Sono fiori, credo, ma non li guardo. Ti dico addio, il più lungo degli addii, mia Puppelé. È così che ti chiamavo, “Piccola bambola” in tedesco. Non guardo i fiori, ma il tuo viso e penso che sei bella, e che forse non lo sei mai stata così tanto. Per la prima volta nella mia vita – e nella tua – ti vedo serena, in pace. Come sei calma, come sei bella. Sembra che una mano abbia dolcemente cancellato dal tuo viso tutte le angosce. Ti guardo dormire, dicono che sei morta. Penso a te, a me, a noi. Di che cosa sono colpevole? Ci si pone una domanda simile davanti una donna che si è amata e che si ama ancora”.

Inizia così una delle lettere d’amore più belle che siano mai state scritte. E pensare che per il destinatario quella fu la prima e l’unica volta. Alain Delon, il mittente infatti corteggiava e basta. Le donne gli cadevano ai piedi come mosche e lui, viso d’angelo, occhi di ghiaccio e sorriso da sogno, una volta stanco al massimo le lasciava con un biglietto.

E’ il 29 maggio 1982, Romy Schneider, conosciuta al grande pubblico per il ruolo della principessa Sissi, si è appena spenta, al numero 11 di rue Barbet de Jouy, a Parigi, a causa di un arresto cardiaco. In un primo momento si era pensato che fosse stata la stessa attrice tedesca a togliersi la vita, quella vita ritenuta ormai inutile e insopportabile. Un anno prima aveva, infatti, perduto il suo unico figlio David, rimasto infilzato nel cancello di casa. Una tragedia da cui la Schneider non si sarebbe mai più ripresa. Ogni sera, infatti, Romy restava in salone ad ascoltare musica, era il suo modo per restare sola col ricordo del suo bambino scomparso. Alain Delon si precipita subito al suo capezzale, chiede di restare solo. Piange come un bambino, le scatta un paio di foto – che secondo quanto dichiarato dallo stesso attore sono sempre nel suo portafoglio – e va via. Non andrà al suo funerale, ma il giorno seguente sarà seduto ore e ore davanti alla tomba della sua “Puppelè”. Un doloroso addio dunque. Si erano conosciuti sul set de L’amante pura (1958), ma non fu amore a prima vista.

“Arrivavi da Vienna e ti aspettavo all’aeroporto di Parigi con un mazzo di fiori che non sapevo come tenere. Ma i produttori mi avevano detto: “Appena scende dalla passerella, vada da lei e le porga i fiori”, io aspettai con i fiori in mano come un imbecille, in mezzo a un’orda di fotografi. Tu scendesti dall’aeroplano, io mi avvicinai. Dicesti a tua madre: “Deve essere Alain Delon, il mio partner!” Nient’altro, nessun colpo di fulmine a ciel sereno. Così andai a Vienna, dove si girava il film, ed è stato là che mi sono perdutamente innamorato di te. E tu ti sei innamorata di me. Mio Dio, come eravamo giovani, e come siamo stati felici. Poi la nostra vita, che non riguarda nessuno se non noi, ci ha separati”.

Romy è già affermata e ricca, Alain una promessa del cinema. Nel ’59 vanno a vivere a Parigi in una grande casa, l’affitto lo paga lei. Partecipano a feste mondane, i paparazzi li seguono ovunque. Diventano intimi amici di Luchino Visconti, il padre artistico di Alain Delon, che lo vorrà in due film Rocco e suoi fratelli e Il Gattopardo. Nel ’60 Alain tumblr_nmydjinskw1u5lkbdo1_500si decide a ufficializzare il loro rapporto, regala alla sua Romy l’anello di rito. Il matrimonio però non si farà mai. Lui commette l’errore più grave della sua vita: all’apice della carriera si invaghisce di Francine Barthelémy, per gli amici Nathalie, una ragazza di 22 anni, misteriosa quanto ribelle. Così da un giorno all’altro abbandona la sua Romy, prende un aereo e vola lontano. Le lascia un biglietto: “Mi dispiace. So che ti avrei reso infelice. Parto per il Messico con Nathalie. Ti auguro ogni bene”. Le loro vite si separano, ma mai davvero. Reciteranno ancora insieme sul set de La piscina (1968) di Jacques Deray. Dopo la morte del suo unico figlio, Alain le sarà accanto più di chiunque altro. Destinati a non stare insieme, ma legati da un sentimento autentico, unico e irripetibile. Belli, dannatamente belli, hanno fatto sognare intere generazioni, basti pensare che le foto  del loro amore sono tra le più caricate su instagram.

“Mia Puppelé, ti guardo ancora e ancora. Voglio divorarti di sguardi. Riposati. Sono qui, vicino. Ho imparato un po’ di tedesco, grazie a te. Ich liebe dich . Ti amo. Ti amo, mia Puppelé”.

Oggi, Alain Delon, che lo scorso 8 novembre ha compiuto 81 anni, vive appartato, lontano dai riflettori, circondato dal calore dei suoi amati cani. Solo, con un divorzio alle spalle e numerose relazioni finite male, l’attore più desiderato del mondo fa i conti con la depressione e gli anni che passano e che inesorabilmente paiono portar via ogni cosa. Caro Alain, lei, Romy, la tua puppelè, è sempre lì con te. Gli amori così, quelli che hanno in bocca il gusto del what if, vale a dire del “come sarebbe stato”, sono i soli destinati a durare tutta la vita. Sono quelli che non ci lasciano mai davvero.

Cristina La Bella