Il premier Matteo Renzi ha visitato le zone colpite dal terremoto nel centro Italia e martedì –in forma privata accompagnato dalla consorte Agnese Landini, dalla governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini e dal primo cittadino Pietro Emili– ha partecipato alla Messa celebrata a Preci (Perugia) dal vescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo per le festività di Ognissanti. Lo stesso premier nell’e-news settimanale ha ribadito che non sarà una sfida facile, non sarà una sfida breve, ma si è messa in campo una struttura che “ci farà recuperare ogni difficoltà e ricostruire tutto com’era”. Ovviamente ci vorrà del tempo e tanta fatica, ma l’Italia è forte: “noi ricostruiremo tutto”. Riflettere sui moduli abitativi, sul riaprire le stalle, sul garantire la permanenza in loco di chi vuole restare anche nelle prossime settimane in attesa delle casette di legno e la macchina dell’emergenza ha funzionato una volta di più, “grazie a tutti quelli che si stanno prodigando: siete motivo di orgoglio per il nostro Paese”. Venerdì il Consiglio dei Ministri approverà un altro Decreto Legge che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia. I soldi ci sono, la volontà anche. “Ricostruiremo tutto. A cominciare dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d’Europa”.

“Ciascun voto può essere decisivo”, chi non vuole lasciare il futuro ai soliti noti, a quelli di prima venga a darci una mano”. Con queste parole Matteo Renzi ha ricordato il sito bastaunsi.it, i comitati che sono oltre 6mila e la campagna referendaria – secondo il segretario democratico- ormai sminata dalle false considerazioni dei primi mesi: “per esempio si è capito che i senatori conteranno molto meno ma saranno comunque eletti. Che non c’è nessun rischio autoritario. Che il quorum per eleggere il Presidente della Repubblica è più alto, non più basso”.

Angelo Portogallo