Una nuova devastante scossa sismica si è avvertita ieri alle 7:40 in un perimetro che coinvolge buona parte del centro Italia. Si spacca la terra da sotto i piedi e crollano palazzi, chiese, vengono evacuati ospedali e si sta allerta con il terrore di sentire nuovamente il suolo tremare. Le località situate all’epicentro, spiega la Protezione civile, sono ancora Castelsantangelo, Norcia e Preci. “E’ stata una scossa importante e rilevante, al momento non risultano vittime, ma ci sono decine di feriti, almeno uno grave”. La scossa sismica, di magnitudo 6.5 e profondità 10 km, è la più violenta registrata negli ultimi decenni. Nel 1976, in Friuli Venezia Giulia fu di magnitudo 6,4; quella dell’Aquila del 2009 fu dal 5,8 al 6,3, quello di Umbria e Marche nel 1997 del 6,1. Paragonabile è solo quella in Irpinia, nel 1980, la magnitudo fu 6,5 pari a quella odierna, e causò 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Il terremoto ha buttato giù la speranza e la storia della piccola città di Norcia, della quale restano le macerie di una delle cattedrali più importanti della storia del cristianesimo, la cattedrale di San Benedetto. Egli, fondatore dell’ordine dei benedettini, salvò dall’oscurità medievale la cultura classica, e non, attraverso i suoi fidi amanuensi, che seguivano spasmodicamente l’insegnamento del maestro: ora et labora. Drammatica, quindi, è la situazione di Norcia: “Collegamenti difficili, strade bloccate; i feriti sono stati portati in ospedale in elicottero”. L’asfalto è aperto con squarci di diversi centimetri, le carreggiate col bitume rialzato e spostato, massi in terra e crepe nei cavalcavia. Norcia diventa irraggiungibile, e con essa anche parte dei suoi servizi sanitari a causa dell’evacuazione dell’ospedale di Cascia. Il governatore della Regione Marche, Luca Ceriscioli, intanto, cerca provvedimenti di assistenza: “Da 10 mila rischiamo di arrivare a 100 mila persone che avranno bisogno di essere assistite”. In Valnerina sono nove i feriti soccorsi dal 118. Il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci, dopo l’ultima scossa: “Per fortuna che erano zone rosse – aggiunge -. La poca gente che è rimasta è scesa in strada, si sta abbracciando. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che è successo”.

“Siamo in condizioni pietose. Ho ancora 800-900 persone in paese, un borgo distrutto, molti allevatori nelle frazioni di montagna che non possono allontanarsi. Ci sono crolli, e non so ancora se anche dei feriti. Io, da solo con un maresciallo, lavoro da un container di 2 metri per 5, che ho requisito” dichiara il sindaco di Pievetorina, Alessandro Gentilucci, che lancia un appello: ”abbiamo bisogno di mezzi, di container”. Da Rieti Fabrizio Curcio, capo dipartimento protezione civile, spiega che “ci sono grandi problemi di viabilità, la Salaria è chiusa, ma ci sono problemi dappertutto” e consiglia di muoversi solo se strettamente necessario. Ad Amatrice crolla la chiesa di Sant’ Agostino, e vengono messe in salvo due persone in una frazione vicina. Scrive su Twitter il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti: “In contatto con Protezione Civile e sindaci del nostro territorio. Ci sono crolli ad Amatrice e Accumoli”.

A Tolentino vengono recuperate vive tre persone che erano rimaste intrappolate sotto le macerie, fortunatamente, ad ora da Tolentino, non si registrano vittime. A Preci si registrano parecchi crolli, il sindaco Pietro Bellini dichiara “la mattina la gente torna nelle abitazioni per prendere le cose che gli servono. Stiamo verificando che nessuno sia stato colpito” e aggiunge di “crolli, anche di chiese, nelle frazioni e negli altri centri minori di Preci”. A Rinaldi il sindaco di Ussita dice: “Dormivo in auto, ho visto l’inferno”. Un terremoto che non si circoscrive nel solo centro Italia ma che si avverte dal Sud al Nord, da Est a Ovest. Sono infatti giunte notizie che la scossa sismica abbia avuto rimembranze anche in Austria.

Stefano Delfino La Ferla