Miti e leggende folkloristiche locali hanno sempre visto la figura del vampiro (anche se lo si conosceva con altri nomi o con caratteristiche appena diverse magari) come una delle creature più spaventose e demoniache mai esistite sulla terra: c’è chi ci ha creduto e ci crede tutt’oggi, tanto da arrivare ad adottare strambi rimedi come l’aglio sulle soglie per tenerli lontani e chi lo vede semplicemente come uno dei tanti soggetti delle storie usate per terrorizzare i bambini. Che voi apparteniate alla prima o alla seconda categoria, è innegabile che il vampirismo sia un argomento che è stato e viene tutt’oggi affrontato in ogni ambito, letterario compreso: una delle prime testimonianze risale al 1819 ed è un testo intitolato The vampire scritto da Polidori e stampato da Lord Byron, ideato in occasione di un famoso ritiro di alcuni tra gli scrittori più famosi dell’epoca (tra cui Percy e Mary Shelly, che in questa occasione inventa “Frankestein”); il successo del libro fu enorme e pochi anni dopo, nel 1897, fu seguito dalla pubblicazione del celebre “Dracula” di Bram Stocker.

images1Il nome Dracula è ispirato alla figura del principe Vlad III di Valacchia detto Dracula, che a metà ‘400 aveva il “vizio” di impalare i propri nemici e il cui stemma era un drago rosso (da drakul, che significa drago o figlio di Satana), diventato poi anche immagine  della lotta tra il cattolicesimo e le forze del male identificate con il paganesimo. È proprio Dracula la figura per eccellenza a cui si fa riferimento quando si pensa al vampiro e alla Romania come terra prediletta da tale creatura. Una donna-vampiro iconica è invece Carmilla, protagonista dell’omonimo romanzo di Sheridan LeFanu, incarnatrice della sensualità intesa come peccato. A fine ‘900 troviamo “Intervista con il vampiro” di Anne Rice, una storia molto interessante in cui un vampiro racconta a una giornalista la sua esistenza, tormentata per la sua incapacità di convivere con la propria condizione.

 

Negli ultimi anni abbiamo assisto a un passaggio di significato, da creatura del male che bisogna evitare a tutti i costi a “bad boy” che attira qualsiasi ragazza lo circondi, avvenuto con la pubblicazione della saga “Twilight”: Edward Cullen è infatti lo stereotipo di ragazzo apparentemente impenetrabile e solitario che però è capace di amare follemente, stereotipo che da questi libri è dilagato senza confini, dando vita ad altri romanzi la cui linea conduttrice è bene o male sempre la stessa. Ulteriore titolo che presenta vampiri attratti da umane e da esse ricambianti (dal sapore più del genere rosa dunque che di quello horror) è “The vampire diares” di Lisa Jane Smith. twilight-books2
Nuovi orizzonti sono stati dunque toccati dal vampiro, e la sua presenza si ha in diverse saghe fantasy: una a caso è “Shadowhunters”, dove Simon è un ragazzo-vampiro dotato di poteri divini che lo pongono dunque in bilico tra il bene e il male; oppure “The vampire academy”, dove i ragazzi sono divisi tra vampiri buoni e cattivi e hanno diversi poteri.

Oltre al continuo proseguimento sul filone del terrore, misto molte volte a quello poliziesco – saga da segnalare in questo caso è quella di Laurell K. Hamilton, che vede come protagonista la cacciatrice di vampiri Anita Blake, che con il tempo impara a mettersi dalla loro parte se necessario –  che sembra non esaurirsi mai nelle sue infinite possibilità di variazione sul personaggio. Altri scrittori che si sono cimentati nel tema sono stati tra gli altri, Arhur Conan Doyle (Il vampiro del sussex), Stephen King (Le notti di Salem), Christine Feehan (con la saga “I carpaziani”) e Lara Adrian (con la serie “La stirpe di mezzanotte”).

psy1254168006ps4ac115c6f0c4cNel panorama italiano è di rilevante importanza il nome della casa editrice Gargoyle Books, che dal 2005 si occupa della pubblicazione di soli romanzi horror, con una predominante predilezione per i vampiri: una delle sue uscite più importanti è stata “Ho freddo” di Gianfranco Manfredi, ispirato a fatti realmente accaduti a fine del ‘700, quando alcune tombe di ragazze venivano profanate da parte dei loro famigliari per timore che fossero vampire. Quando parliamo di vampiri dunque, non ci riferiamo mai solamente a fatti di pura superstizione: avvistamenti e fenomeni inspiegabili sono documentati da sempre, come morti accidentali di animali, sparizioni di bambini, punture sul collo che richiamano i canini affilati di tale creatura etc. La fortuna del genere è data proprio dalla proficuità che si ha quando si fanno ricerche sui vampiri e ne ha conseguentemente determinato il successo, rendendoli una delle figure maligne più amante di generazione in generazione e nonostante i tentativi per renderla più “confortante” e “umana”, è ancora capace di spaventare ed emozionare gli amanti del genere. Non lasciamoci incantare dunque dal loro aspetto apparentemente rassicurante, perché sono pur sempre creature del terrore e come tali hanno un solo scopo: spaventarvi e rubarvi il sangue. Se credete che esistano veramente vi conviene rivolgervi a qualche specialista come il Dottor Van Helsing, specialmente in questi giorni in cui si festeggia Halloween e il potere delle tenebre è più forte che mai….

Angelica Corà