Da poche settimane il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e la curatrice della prossima Biennale di Arte Contemporanea Christine Macel, hanno presentato i temi della prossima edizione. La 57esima esposizione (la prima risale al 1895) che si svolgerà tra il 13 Maggio e il 26 novembre 2017, crea già clamore e suspense tra gli addetti ai lavori e appassionati d’ arte contemporanea. Come per ogni edizione, la mostra avrà luogo negli spazi dell’arte per eccellenza: i padiglioni, l’Arsenale e i suoi giardini in cui avvengono eventi collaterali ormai radicati nelle tappe immancabili del percorso.

christine-macel-photo-andrea-avezzu-courtesy-of-la-biennale-di-veneziaIl 22 Settembre sono state pubblicate le linee guida definite dalla direttrice Marcel (già curatrice capo al Centre Pompidou), prima donna francese alla guida della Biennale di Venezia.

«La mostra si svilupperà secondo una linea organica piuttosto che tematica» afferma la direttrice. Il percorso difatti vuole essere un viaggio inteso come esperienza, dal sé verso l’altro. Per altruità in questo caso, si vuol intendere la figura dell’artista che, esaltata ancor di più in questa Biennale, si troverà ad interagire maggiormente con il pubblico. L’edizione promette di essere partecipativa e “viva”, perciò reale e più fruibile.  Il titolo, VIVA ARTE VIVA, è un inno al valore dell’arte e al ruolo sociale che essa acquisisce  in modo sempre più diffuso. Tant’è vero che, l’arte e le sue industrie creative sono parte integrante nei processi di rigenerazione urbana che strizzano l’occhio verso il rinnovamento urbano e l’inclusione sociale.

Gli artisti, afferma Marcel, sono fonte di “generosità” e “vitalità”. In questo panorama di interazione e comunicabilità dell’arte viene indetta, per tutto l’arco dell’esposizione, ogni sabato, l’iniziativa Tavola Aperta. Si tratta di un pranzo pubblico in cui la generosità dell’artista viene esaltata dalla volontà di comunicare, in un clima di convivialità, il processo creativo delle opere in mostra. Ma non finisce qui. La mia biblioteca, ispirato all’omonimo saggio di Benjamin del 1931, è il focolare che la direttrice della Biennale vuole suggerire. Un passo intimista basato sulla possibilità che viene data agli artisti di riunire in una lista i loro libri preferiti, garantendo al pubblico un accesso ai loro interessi. La trasversalità di questa Biennale annuncia una «destabilizzazione» pari a quella precedente nel 2013 curata da Massimiliano Gioni e dal titolo Palazzo Enciclopedico.padiglione-centrale_

Il criterio di VIVA ARTE VIVA si basa sulle relazioni, sul concetto di agorà come luogo d’incontro. Il concetto enciclopedico era diverso, si poneva la più ampia catalogazione dell’arte, trovando insieme le figure più disparate che vanno dal primo Novecento fino al 2013.

Le prospettive costruite hanno un obiettivo comune. Dare un nuovo volto a quel mondo dell’arte iniziato alla fine degli anni cinquanta del Novecento e che, colmo di contraddizioni interne, scandali e indignazioni, puntava su un’unica cassa di risonanza per riverberare al di là del microambiente artistico.

Simona La Neve

NDR: Per le foto si ringrazia la Biennale di Venezia