Quando ci accingiamo a dover scrivere di un personaggio come Pablo Ruiz y Picasso bisogna innanzitutto considerarlo non solo come un pittore di fama internazionale, ma anche come un vero e proprio artista a tutto tondo, in grado di spaziare nel panorama culturale del 900’ come un vero e proprio tsunami.

Malaga, 1881. Primogenito della famiglia, Pablo coltivò l’arte condizionato dalla passione trasmessagli dal padre, anch’egli artista, e coltivando  il suo desiderio, iniziò la facoltà degli studi artistici sempre nella città natale. Avvenne poi un cambiamento significativo nella vita del pittore: il trasferimento definitivo a Parigi nel 1904. La città francese in quel periodo può essere intesa come la capitale della cultura e dell’ispirazione artistica, un voluttuoso centro di idee, animi nobili e non che si scontrano, cozzano e compongono una fucina in continuo mutamento. Qui Picasso svilupperà il suo stile, sperimentando svariate correnti artistiche, fondendole e cambiandole radicalmente, per poi sfoggiare una visione del mondo che non eravamo forse così pronti ad accogliere, ma che ha indubbiamente cambiato il nostro modo di vivere e conoscere l’arte.picasso

La mostra, visitabile fino al 19 Febbraio, al Museo dell’Ara Pacis a Roma, si sviluppa infatti su una delle correnti artistiche, forse meno note al grande pubblico, come la fotografia e l’importanza che essa veniva attribuita per la vita del pittore. Picasso infatti,  alimentava un amore e una curiosità inimmaginabile per la fotografia, il cui utilizzo comprenderà una grande varietà di forme e tecniche che influiranno in opere d’arte più autonome: fotografie sovrapposte, clichè-verres, incisioni, fotogrammi, diapositive, collages e ritagli fotografici. Nel percorso della sua operosa carriera esplorerà questa corrente artistica con la stessa dedizione ed intensità con cui si dedicava alla pittura o alla scultura.

La rassegna, promossa da Roma Capitale, Assessorato della Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata da Electa in collaborazione con il Musèe national Picasso-Paris e articolerà il percorso in tre sezioni che indagheranno i diversi collegamenti che Picasso ebbe con la fotografia.

Dai primi tentativi di utilizzo del medium quale strumento di indagine approfondita del mondo circostante, di ausilio per la sua opera e di testimonianza dello stato d’avanzamento delle sue creazioni, alle fruttuose collaborazioni artistiche con fotografi d’avanguardia, tra cui Brassaï e Dora Maar, poi sua compagna. L’ultima sezione, infine, racconta la maturità artistica di Picasso quando, dal dopoguerra in poi, curerà personalmente la propria immagine d’artista diffusa dalla stampa illustrata, collaborando sia con riviste come “Life” o “Paris Match”, che contribuirà a renderlo personaggio di grande popolarità alimentandone il mito.

Niccolò Inturrisi