de-gregorio

 

 

Titolo: Cosa pensano le ragazze

Editore:  Einaudi

Pagine: 144

Anno di pubblicazione:  2016

Sinossi: “Ho parlato per due anni con mille donne, da sei a novantasei anni. Soprattutto adolescenti, giovani donne. Ho posto a tutte le stesse domande: cosa sia importante nella vita, come ottenerlo, come fare quando quel che si aspetta non arriva. Nelle risposte il tema centrale è sempre l’amore. L’amore e il sesso, l’amore e il desiderio, il tradimento, la famiglia, l’impegno, il corpo, l’amore e i soldi. Una sinfonia di voci raccolte davvero, ascoltate davvero: occhi visti con gli occhi, risate e lacrime, confessioni e segreti. Un’orchestra di strumenti diversi, una sola musica. Da questo coro di parole sono nate le mie storie: prendono occasione dalla realtà ma si aprono alla libertà di immaginare, da un frammento di verità, vite e mondi”.

Recensione: Avete presente le domande amletiche che attanagliano la nostra esistenza?  Proprio quelle, da “esiste vita su Marte?” a “ quali segreti nascondono i Musei Vaticani?”,  fino ad arrivare a “cosa pensano le ragazze?”.  Se le prime due questioni vantano un lungimirante bagaglio di ricerche, sull’ultima aleggia ancora una fitta coltre di dubbi. Sapete che 6 ragazzi su 10 ancora non conoscono le ragioni per cui la loro ex li ha scaricati? E il mistero del “in bagno si va solo in due”? E il complicato teorema del “si che in realtà è no e del no che invece è si”?  Inutile elaborare faticosi logaritmi ed elaborate teorie psicologiche: la risposta a tal quesito non esiste e Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice italiana firma di punta del quotidiano La Repubblica, ce lo spiega fin troppo bene. Cosa pensano le ragazze raccoglie testimonianze, interviste e racconti di una vasta gamma di donne:  dalla piccola all’adulta, dalla single incallita alla moglie perfetta, dall’etero all’omosessuale, dall’italiana alla straniera.

Posso dire una cosa che non c’entra?

Di’

Il problema più che altro è che per far colpo su un ragazzo devi assecondarlo in quello che dice, dargli ragione, essere sempre d’accordo con lui, farlo sentire importante.

Si, quella è una grande tecnica

Una palla però, e se non sei d’accordo?

Stai zitta, fai finta. All’ inizio gli dai ragione, poi magari col tempo lo smonti

 

Il romanzo  ha una struttura decisamente asimmetrica:  vi sono parti composte da una pagina ed altre che ne impiegano molte di più. Proseguendo nella lettura si incontrano testimonianze romanzate ed altre schiettamente riproposte nella loro intensa brevità, come a voler semplicemente ricalcare la figura di chi racconta senza aggiungere nessun fronzolo.  Alcune volte la fame del lettore viene soddisfatta, altre volte rimane l’irrefrenabile curiosità di sapere di più, perché quel dialogo lungo una pagina forse non basta. Ma è proprio qui che ci sbagliamo: quello che a prima vista può sembrarci esiguo è in realtà un profondo pozzo da cui attingere. Perché  in ogni donna dipinta da Concita c’è un po’ di noi e ogni suo racconto, breve o articolato che sia, ci sembra di averlo vissuto: non tanto per le concrete vicende quanto per le emozioni da esso scaturite. La natura poliedrica dei racconti trova il suo punto comune in un quesito ben preciso: “cos’è che è davvero importante?”. La scrittrice pone ad ogni donna la medesima domanda, da cui si articolano poi le varie sezioni:  è come dare il “la” ad un’orchestra autodidatta. La sinfonia parte a ruota libera e le risposte, ognuna unica nella sua complessa semplicità, forniscono un vero e proprio dipinto della contemporaneità: un insieme di colori, forme e dimensioni che creano quella che è la società attuale. Le donne di Concita, che poi son le donne del mondo intero, sono  il vivace di questo mondo: una variopinta tavolozza fatta di gioie, dolori, speranze, sogni, difficoltà, bugie ed ostacoli. La diversità scorre come un fresco torrente in ogni pagina del libro, confluendo infine in un’unica foce: l’amore. Un amore sempre più libero, sempre più scelto. Un amore che non è una prigione in quanto rivolto a chi vogliamo noi, non a chi ci impone qualcun altro. Un amore che può essere anche solo semplicemente per noi stesse e niente più. Immaginerei il libro Cosa pensano le ragazze come una grande quercia. Alla base troviamo gratitudine, comprensione e vitalità; alle fronde coraggio, determinazione e libertà. Perché è questo, forse, che vogliono le ragazze.  O forse che voglio solo io. O magari che sogni anche tu.

Giada Tommei