“Una ragazza mentre legge una rivista sdraiata al sole. Uno sguardo fugace, niente altro”. Così Richard Burton ricorda il suo primo incontro con Elizabeth Taylor: lei ha 21 anni, due matrimoni alle spalle ed è già una star affermata. Lui è un attore sia di cinema che di teatro ed è sposato con Sybil Williams. Resta subito colpito dal fascino di Liz Taylor, la quale però non ricambia. Galeotto sarà il set del kolossal “Cleopatra” nel 1962 a Roma: entrambi in costume, lei nel ruolo della protagonista, lui nei panni di Marco Antonio. Recitano la parte degli amanti, ma il bacio che si scambiano è talmente focoso da imbarazzare il resto della troup. Era scritto sul copione che dovessero innamorarsi, ma nessuno pensava che l’amore sarebbe uscito dalle pagine per divenire realtà: è l’inizio di una storia chiacchierata, coinvolgente e appassionata. In un periodo in cui il divorzio e l’adulterio erano ancora argomenti tabù, Richard e Liz vivono la loro passione incuranti dei paparazzi, delle critiche e delle ripercussioni: viaggiano spesso insieme a oggetti, animali e tanti vestiti, e la stampa non perde occasione di notare più i lati negativi (come le liti e le fughe) di quelli positivi (Il fatto che entrambi tentassero comunque di essere presenti per i rispettivi figli). Non si può, però, non ammettere che il matrimonio anzi, i matrimoni, il primo dei due è durato dal 1964 al 1974 mentre il secondo dal 1975 al 1976, siano stati effettivamente burrascosi, seguiti da momenti di riappacificazione che prevedevano regali impressionanti, tra cui un famoso diamante comprato da Richard per sua moglie dal valore di 1 milione e 100mila dollari perché a suo parere: “Essendo di una bellezza incomparabile, non poteva che appartenere alla donna più bella del mondo.”

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In una relazione con così tanti alti e bassi, tre le sole certezze: i soldi, insieme avevano un patrimonio milionario, l’alcool, che rovinerà le loro vite, costringendo lei a un periodo di disintossicazione, lui ad una morte prematura (si spegne infatti all’età di soli 58 anni per un’emorragia celebrare), e la bravura nel recitare. A questi tre ingredienti si aggiunge una rara bellezza. Vederli insieme era meraviglioso. Ma la fiaba non avrà lieto fine. Citando Shakespeare “Queste gioie violente hanno violenta fine”. Lei lo ricorda come il suo grande amore: “Pensavo che ci saremmo sposati per la terza e ultima volta. Ci siamo amati disperatamente.” Richard in 20 anni le scrive molte lettere appassionate, tra cui:

“Ti amo, donna stupenda. Se qualcuno ti fa del male, mandami un messaggio. Basta che tu scriva “Ho bisogno”, o una sola magica parola, “Elizabeth”, e arriverò più veloce del suono.(…) Ma la verità fondamentale, perfida, assassina e immutabile è che io e te ci fraintendiamo totalmente … Funzioniamo su diverse lunghezze d’onda …”

 e ancora:

“Certamente sai quanto ti amo, certamente sai quanto male ti faccio. Ma il fatto fondamentale, più cattivo, ingiusto, criminoso e innegabile, è che noi non ci comprendiamo mai … viaggiamo su diverse lunghezze d’onda. Tu sei più distante di Venere – il pianeta intendo – e io sono totalmente sordo alla musica delle sfere celesti. Ma una cosa è innegabile. Ti amo e ti amerò per sempre. Torna da me prima che puoi”.

elizabeth-taylor-richard-burtonE proprio come due pianeti che si influenzano senza però potersi mai toccare veramente, così Richard e Liz hanno fatto sognare diverse generazioni, diventando l’esempio vivente di come non sempre quel che vorremo arriva nel momento migliore e che anzi, l’unico vero modo per amare qualcuno è lasciarlo andare e poi rincorrerlo. Due binari viaggiano paralleli nella speranza di incrociarsi alla fine, senza sapere effettivamente cosa li aspetta. Così questi due divi si sono voluti bene.

Angelica Corà