La data da appuntare è decisa: sabato 15 Ottobre 2016, l’Associazione AMACI-Musei d’Arte Contemporanea Italiani riapre i battenti della Giornata del Contemporaneo. I musei pubblici del Paese, associati AMACI, sono ad oggi 24, oltre a un variegato numero di luoghi d’arte privati aderenti all’ iniziativa. Il programma prevede visite gratuite degli spazi espositivi e un vivace e dinamico avvicendarsi di laboratori, workshop, conferenze, visite guidate, incontri con gli artisti, ma anche performance ed happening. L’elenco completo degli aderenti e degli eventi è scaricabile dal sito www.amaci.org.

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Dalla Prima Edizione nel 2005, La giornata del Contemporaneo, quando si chiamava ancora Educational Day, si avvale del sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, salendo in vetta al podio delle kermesses artistiche e culturali del Bel Paese. La volontà educativa della manifestazione è evidente nella scelta di fornire, in tutte le edizioni, un’immagine guida. Perlopiù, viene selezionato un artista di fame internazionale che la realizza. Vuole essere un’icona forte, un vademecum irriverente per coadiuvare la lettura critica e/o provocativa del nostro tempo, il cui compito indiscusso spetta (o meglio dovrebbe ancora spettare all’ arte contemporanea). Preghiera per l’Europa, di Emilio Isgrò è l’immagine creata appositamente dall’artista per la dodicesima Giornata del Contemporaneo – mostra un’Europa cancellata che estende i suoi confini oltre a quelli dell’Unione Europea, abbracciando idealmente i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. preghiera-per-l-eurpoa_-immagine-guida-di-isgro-per-la-12-giornata-del-contemporaneoL’artista Isgrò, noto ai più per le sue “cancellature”, da lui stesso definite omeopatiche, espone nelle più importanti gallerie internazionali. Si definisce il Cancellatore di tutte le forme, gesto e allo stesso tempo rito che usa come fattore generatore estetico, tanto tangibile quanto immaginifico: una negazione che diventa affermazione e pausa (un “vuoto positivo”, come lo definisce il critico d’arte, Gillo Dorfles, nel suo fondamentale L’ intervallo perduto). E’ quindi tempo di pausa, di intervallo e sacralità dell’arte. Troppe informazioni e troppo velocemente. Perlopiù, si denota una iperbolica valorizzazione mediatica del sistema de i grandi eventi, che accomuna consensi istituzionali. Si manifesta così, una sorta di compensazione ai naturali processi di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, di cui urge il nostro territorio. In occasioni come queste, che santificano la condivisione (l’esserci e la quantità dell’esserci) siamo travolti dal rumore e dalla velocità. Senza divenire succubi del “troppo”, possiamo invece cogliere i silenzi e le intime riflessioni che molteplici artisti ci propongono. Ascoltiamole. Facciamo un profondo respiro e immergiamoci con lentezza nella dodicesima giornata del contemporaneo.

Simona La Neve