Gli addetti ai lavori lo sussurrano da un po’, ma la resa dei conti si avrà solo oggi. Nonostante siano infatti diversi anni che lo scrittore Murakami viene candidato al Premio Nobel per la letteratura, l’Accademia di Svezia, negli anni scorsi non pare averlo tenuto troppo in considerazione. Quest’anno invece sembrerebbe essere il suo momento, ma in attesa di sapere in giornata gli esiti dell’assegnazione ( al momento dell’uscita di quest’articolo il nome non è ancora stato reso noto) vediamo insieme cosa si nasconde dietro una delle penne più conosciute degli ultimi anni.

Mi sono avvicina ad Haruki Murakami quasi 3 anni fa, quando al mio diciottesimo compleanno una mia amica mi regalerò “Norvegian Wood” dicendomi: “Questo scrittore o ti piacerà alla follia o non lo capirai mai del tutto.” Da allora, ho letto quasi tutti i suoi romanzi e l’ho inserito a pieno merito tra gli autori più interessanti che abbia mai affrontato nella mia vita e che non smetto mai di proporre a chi mi chiede qualche consiglio letterario. Oggi dunque ho deciso di presentarlo brevemente anche a voi proponendovi alcuni titoli da cui trarre spunto per eventuali future letture, sperando possiate lasciarvi coinvolgere dalla sua tecnica narrativa magistrale che vi trascinerà in immaginari quasi surreali dai quali però riemergerete con nuove e profonde consapevolezze.

Nato a Kyoto nel 1949, i suoi libri sono stati tradotti in 50 paesi e ha vinto numerosi premi e riconoscimenti sia a livello nazionale che mondiale. Della sua vita privata si sa poco: laureato in lettere, proprietario di un jazz bar a Tokyo insieme alla moglie, oggi vive ad Oslo. Il suo romanzo d’esordio esce nel 1978 e da allora pubblica con frequenza costante e abbastanza regolare, ottenendo un successo dietro l’altro. In un’intervista all’Espresso del 2014 ha dichiarato:

Credo nella forza dell’immaginazione. E che non c’è solo una realtà. Il mondo vero e un altro mondo irreale esistono entrambi, e sono strettamente collegati. Talvolta, si mischiano. E quando voglio, quando mi concentro con molta forza, posso passare all’altro. Posso anche andare e venire. Questo è ciò che accade nella mia narrativa. Le mie storie si svolgono qualche volta da una parte, qualche volta dall’altra. Ormai non sento la differenza”

Da questa affermazione capiamo già molto di quel che ci attende nelle sue storie: la forza prorompente dell’immaginario e a volte anche dell’irreale, una riflessione continua da parte dei personaggi sulle proprie esistenze ed esperienze (che però possiamo generalizzare per l’intera umanità), una variegata e interessante capacità narrativa che non tralascia alcun dettaglio e  per quanto ci sembri enigmatica all’inizio è capace di portarci fino al finale con il fiato sospeso, risolvendo passo dopo passo ogni punto descritto. Uno stile simile merita davvero di essere affrontato almeno una volta nella vita, sia per la caratterizzazione dei protagonisti, sia per gli scenari che non sono mai semplice sfondo della vicenda. Si sente Occidentale al 100% lui, ma il Giappone bene o male è presente in tutti i suoi romanzi:

  • Nel segno della pecora”: il protagonista, un agente pubblicitario, deve attraversare tutto il Giappone per recuperare una pecora bianca con una macchia sulla schiena della quale ha pubblicato una foto in una newsletter, per conto di un uomo misterioso che collabora con un potente politico. Sarà aiutato da una ragazza con poteri sovrannaturali e da alcuni indizi provenienti da un amico scomparso. Questa storia è considerata l’esordio letterario di Murakami perché introduce molti dei temi cari all’autore: la solitudine dell’uomo, l’arroganza della politica, la nostalgia per l’atmosfera degli anni Sessanta, la passione per la musica e l’irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana.
  • “Norwegian Wood”:  romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare nella vita adulta e il bisogno di essere se stessi. Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che il destino decida per lui. Perchè leggerlo? Questo libro narra lo sviluppo emotivo del protagonista attraverso dolori, esperienze e sentimenti contrastanti ma tuttavia ugualmente importanti: lo consiglio quindi come prima lettura da affrontare dell’autore per i personaggi rappresentati, per le atmosfere evocate e per la lezione di vita che vi lascerà alla fine della vicenda. Pochi hanno saputo rappresentare la solitudine e l’intimità così bene.
  • “La ragazza dello Sputnik”: La storia è narrata da un giovane innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac che però non lo ricambia perché innamorata di un’altra donna: Myu,  bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c’è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, fino al finale misterioso e aperto. Non mi aspettavo una storia simile quando comprai questo libro: l’eros viene presentato continuamente senza essere mai volgare, facendo da sfondo tematiche più ampie e vicende complicate quanto i sentimenti provati.
  • “1Q84. Libri 1,2 e 3:” Tokyo, 1984. Aomame è un’assassina spietata ma tuttavia fragile. In minigonna e tacchi a spillo, vendica tutte le donne che subiscono violenza con una tecnica micidiale. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro pericoloso come una profezia. Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame vede sorgere in cielo una seconda luna, capisce che forse, non potranno condividere neppure la stessa realtà. Non lasciatevi spaventare dalla pesantezza fisica di questi volumi: è una storia che vi lascerà con il dubbio finale di cosa sia reale o meno, rendendo possibili cose impossibili e viceversa. Complicato all’inizio per l’intrecciarsi delle storie dei due protagonisti senza una connessione chiara, diventerà tutto più semplice quando arriverete al punto di svolta. Proverete emozioni diverse durante la lettura, sappiatelo: a mio parere, questo è il capolavoro assoluto di Murakami. Se cercate una storia di mistero, con qualche elemento sovrannaturale in uno scenario reale, fa al caso vostro!
  • “L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio”: A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent’anni vivono la piú perfetta delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve piú cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai piú. Nel cuore del ragazzo si spalanca un abisso che solo il desiderio di morire è in grado di colmare. L’incontro con Sara, che intuisce l’inquietudine nascosta dietro l’apparente ordinarietà di Tsukuru, sarà l’occasione per rispondere a quelle domande che per sedici anni l’hanno ossessionato ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Con questo libro vi viene presentata la grandezza infinita di un’anima nel limite finito che è una persona: un romanzo profondo ma delicato, semplice ma complesso, a insegnarci che mon sempre ad attenderci nella vita ci sono consolazioni, ma gli insegnamenti che si traggono dalle esperienze più negative, sono altrettanto preziosi e indispensabili.

Angelica Corà