Ci sono storie da “per tutta la vita” e passioni che travolgono in un istante. E poi ci sono quelle persone che, tra tutte quelle che si dovrebbero incontrare, loro proprio no. Alcuni infatti si portano dietro abissi così profondi che l’amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali. Sid Vicious e Nancy Spungen sono due di questi.  Scolpita nella tragedia, la loro love story è diventata negli anni un mito a tal punto da essere considerata al pari di Romeo e Giulietta del punk.

sidviciousLondra, 3 Aprile 1977.  Allo Screen on the Green suonano i Sex Pistols, universalmente riconosciuti come una delle pietre miliari della musica punk.Quel giorno debutta come bassista Sid Vicious, all’anagrafe John Simon Ritchie. È stato scelto dal manager Malcom McLaren su pressioni della moglie,  la stilista Vivienne Westwood, “cattiva” ragazza della moda e icona di stile della Londra punk rock (lei l’aveva notato più per il look che per l’effettivo talento musicale). Come le altre band, anche i Sex Pistols avevano al seguito una serie pressoché infinita di groupies. Una di queste è Nancy Laura Spungen, spogliarellista newyorkese arrivata a Londra solo un anno prima.  Segue i Pistols perché è attratta dal cantante, Johnny Rotten. Lui, che non ricambia, le presenta Sid, senza sapere di aver mosso in modo irreparabile i fili del destino. I due infatti, si piacciono subito. Pochi giorni dopo Nancy telefona entusiasta a sua madre, Deborah. In un’intervista del 1983 dichiarerà che la figlia era emotivamente disturbata e aveva passato un quinto della sua vita in una scuola per bambini con disturbi mentali. Non la sente da un po’ e per questo è sorpresa da quella telefonata.

“Sai chi ho incontrato ad una festa l’altra notte? Non ci crederai mai”
“Chi?”
“Sid Vicious!”
“Chi è?”
“Un punk rocker. È con i Sex Pistols, mamma”
“Chi sono i Sex Pistols?”
“Sono la più grande band inglese. Sono grandi, i migliori”
“Oh”
“E’ simpatico. Mi piace davvero e penso di piacergli”

Quando le ritelefona, appena due settimane dopo, la donna si rende conto che Nancy sta facendo uso di droghe. Le chiede soldi e quando Deborah le chiede perché ne abbia bisogno, visto che nel frattempo la fama dei Sex Pistols sono giunte anche negli Usa, Nancy risponde che gli altri membri del gruppo non vogliono dare soldi a Sid. Sarà una delle ultime volte che sentirà sua figlia e non la rivedrà se non chiusa in un sacco dell’obitorio di New York.

Nancy è carismatica, sensuale e fa letteralmente perdere la testa a Sid, considerato in maniera unanime un soggetto debole e a tratti disturbato. È con lei che si inietta la prima dose di eroina – non che fino a questo momento fosse stato estraneo alle droghe – e le sue performance musicali, già deboli, ne risentiranno immediatamente. Peggiorano anche i rapporti con gli altri membri della band, soprattutto con Rotten, che cerca di allontanarlo in ogni modo da “quella puttana eroinomane”. Le provocatorie perfomance dei Pistols, come quella in occasione del Silver Jubilee della Regina Elisabetta II, fanno sì che il gruppo non venga più visto di buon occhio dalla stampa nazionale e dalle etichette discografiche. Decidono così di allontanarsi per un po’, ripiegando su un tour americano. Nancy segue Sid e a chi li accusa di essere solo due tossici, lei risponde spudoratamente che “Non ne abbiamo bisogno. Sono io la sua droga preferita”. Mentono, ovviamente e le tensioni all’interno del gruppo peggiorano a tal punto che quel tour terminato con uno storico concerto nel luglio del 1978 segna il loro definitivo scioglimento. Quando individualmente tornano in Inghilterra, il gruppo è morto.

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Ad Agosto i due prendono residenza nella stanza numero 100 del Chelsea Hotel e pur non essendo sposati si registrano come “coniugi Ritchie”. Il Chelsea non è una scelta a caso: leggendario hotel sulla 23esima, ha ospitato icone come Bob Dylan, Janis Joplin e Jimi Hendrix.  Intorno alle 2 del mattino del 12 Ottobre, Nancy telefona a Michael “Redglare” Morra  il suo spacciatore di fiducia italo americano e gli chiede 40 dosi. Bisogna festeggiare: Sid ha ottenuto 20.000 dollari dalle vendite della cover di My Way e Nancy vuole che quella notte rimanga nella storia. Ci rimarrà, ma forse non nel modo in cui pensava. Intanto lui, già imbottito già di alcol e sedativi, va in stanza del rocker di colore Leon Webster e gli mostra un coltello che Nancy gli ha regalato.

“A che ti serve?”

“Non so. Forse stasera voglio uccidere qualcuno”

Webster racconterà alla polizia che poi Sid ha cambiato immediatamente umore e si è allontanato in fretta, dimenticando il coltello sul suo letto. Poco dopo, è Nancy a bussare alla sua porta per recuperare il coltello. Cosa succede quella notte, nessuno lo sa. Quel che è certo è che alle 9 del mattino, un facchino del Chelsea entra nella stanza num. 100 e rinviene in bagno il corpo senza vita di Nancy. Ha un’unica ferita all’addome e accanto a lei viene rinvenuto il coltello che lei stessa aveva comprato. Sid, vaga in stato confusionale lungo i corridoi: è sporco di sangue, piange e urla “Baby, baby, baby”. La polizia lo arresta con l’accusa di omicidio, poiché sul coltello vengono rinvenute solo le sue impronte.

La stampa lo definisce un folle assassino. Altri pensano che tra i due ci fosse un patto suicida. Altri ancora sostengono che nonostante le condizioni, non avrebbe mai ucciso la sua Nancy.  Tra loro, Steve Cincotti, piccolo spacciatore locale. C’era anche lui quella notte al Chelsea, chiamato da Nancy per consegnare alcune dosi di sedativo. È arrivato intorno alle 5 del mattino e dice di aver visto scappare Redglare dalla stanza numero 100, con in mano una borsa. Non viene considerato attendibile, poiché conosciuto per i suoi disturbi mentali (nonostante i 20mila dollari siano effettivamente spariti) A Sid crede anche Mick Jagger, leader di Rolling Stones. È lui a pagargli (segretamente) un costosissimo avvocato, dopo che nessuno del gruppo né tantomeno l’ex manager McLaren si muovono. Gli fa ottenere la libertà vigilata, ma lui non riesce a darsi pace. Lo lacera il vuoto riguardo a quella notte: dell’opinione pubblica poco gli importa, ma non sapere se è stato lui ad uccidere Nancy quello no, non riesce proprio a superarlo.l43-dark-nancy-130220131859_big La sua crisi culmina a Febbraio e come nelle migliori delle tragedie, a procurare la dose mortale è (forse) inconsapevolmente sua madre, Anne Mc Donald.  La notte tra il 1 e il 2 Febbraio 1979, Sid si procura una fatale overdose  di eroina. Muore così a soli 21 anni “l’incubo dell’Inghilterra”, come lo avevano ribattezzato i tabloid inglesi. Si congeda con un biglietto:

“Avevamo un patto di morte. Devo mantenere la mia metà del patto. Vi prego di seppellirmi accanto alla mia piccola nella mia giacca di pelle, nei miei jeans e nei miei anfibi. Addio.”

La madre di Nancy si oppose all’idea di seppellire Sid accanto a sua figlia, considerandolo il responsabile della morte di Nancy, così Sid venne cremato. La madre Anne fece in modo allora di spargere le sue ceneri sulla tomba di Nancy, esaudendo in piccola misura le volontà del figlio.

“Abbiamo fatto di tutto per allontanare Nancy. Lo stava uccidendo.

 Ero assolutamente convinto che lei si volesse uccidere.

 Solo, non voleva farlo da sola.  Voleva portare Sid con sé”

John Rotten, alla notizia della morte di Sid

Martina Mattone