Vincent Van Gogh in vita non era altro che un artista da quattro soldi. La sua fama, la sua grandezza e la sua immortalità nascono paradossalmente solo dopo la sua morte. La stessa sorte toccò a Claude Monet, al compositore Bach, allo scrittore Franz Kafka o Edgar Allan Poe. Insomma l’umanità si accorge dell’importanza della bellezza solo quando questa è persa. È sempre stato arduo, e oggi ancora di più, farsi spazio nell’affollato e caotico mondo degli artisti. Forse perché sono sempre o troppi o troppo pieni di sé, cosicché l’emergenza viene svilita lasciandoci l’amaro sapore di un capolavoro che non vedremo mai. Aspetto significativo, soprattutto in Italia, a causa di un attaccamento morboso all’arte classica che, duro a morire, impedisce a volte alle nuove espressioni artistiche di raggiungere notorietà.

Lui fortunatamente è ancora vivo, ha 22 anni e un sogno: plasmare il suo successo. Si chiama Francesco Vullo e in meno di un anno e mezzo ha conquistato il cuore del web, con la sua originale e irriverente visione della società, ritagliandosi un posto tra gli artisti emergenti.

  • Ciao Francesco, innanzitutto parlaci un po’ di te.

Ciao, Sono Francesco Vullo, ho 22 anni e vengo dalla Sicilia. Ho appena concluso il mio percorso di studi allo IED di Milano. Amo comunicare, inviare un messaggio alle persone attraverso i miei lavori.

  • Come ti sei avvicinato al mondo dell’arte?           

La mia passione per l’arte e le discipline creative nasce tanto tempo fa. Da bambino trascorrevo intere giornate a disegnare, sporcare, utilizzare ogni mezzo possibile per esprimere la mia creatività e rappresentare le mie emozioni. Essendo un ragazzo molto curioso ed emotivo, ho sempre trovato questo mondo immensamente affascinante e stimolante.

  • Qual è una tua opera di cui vorresti parlarci e quale vuole essere il suo messaggio?

L’opera è “When you see the light” in cui ho inserito un simbolo del consumismo contemporaneo nel contesto di un’opera considerata una tra le più famose del Romanticismo. Il viaggiatore sembra essere catturato dalla visione del logo di McDonald’s e allo stesso tempo ne sembra sorpreso. Questo remake s’ ispira alla condizione della società odierna costantemente esposta alla commercializzazione dei brand delle multinazionali, padrone indiscusse del consumismo.

  • A volte le proprie opere, che inevitabilmente espongono l’autore alle opinioni esterne, posso provocare un certo grado di dissensi. Ti è mai capitato?

Mi è capitato più di una volta di creare delle opere che hanno infastidito una parte del pubblico, ricevendo critiche e  commenti negativi. E’ giusto così, rispetto la libertà di pensiero e le idee degli altri. Un feedback, positivo o negativo che sia, è la conseguenza di una reazione emotiva da parte del pubblico. In entrambi i casi ho raggiunto il mio obiettivo.

  • Qual è la tua visione della critica sociale?

Premettendo che qualsiasi opinione critica va sempre espressa con rispetto per l’argomento e per la persona che viene criticata, anche quando si parla di critica sociale, bisogna tenere conto che se fatta in modo intelligente, è uno strumento potente per far riflettere e sensibilizzare la comunità. Altrimenti diventa solo fine a se stessa.

  • Argomento social. Che peso hanno avuto nel tuo percorso e in generale nella tua produzione?

Senza dubbio i social network,  grazie alla loro possibilità di condivisione di immagini, sono stati la vetrina perfetta per mostrare al mondo il mio lavoro. Ho iniziato pubblicando i miei lavori sul mio profilo Instagram come fosse un portfolio, ed è stato in quel momento che ho notato una reazione positiva da parte del pubblico e dei blog d’arte che hanno cominciato condividere i miei lavori. Oggi, a distanza di un anno, conto quasi 60.000 seguaci.

  • C’è qualcuno da cui hai tratto ispirazione?

Per quanto riguarda le influenze artistiche ho molteplici riferimenti: classici come Magritte, Picasso, Andy Warhol  e artisti contemporanei come Banksy, Aiweiwei, Fidia Falaschetti e altri.

  • Quali sono le esperienze che hai già avuto? E quali sono invece i tuoi progetti attuali e futuri?

Fino ad oggi, posso vantare la partecipazione al Tribeca Film Festival di New York con una mia opera creata per la premiere del film ‘’The Bomb’’, e diverse pubblicazioni su magazine e blog online. Attualmente sto lavorando nello studio di un noto artista Italiano, Fidia Falaschetti (vi consiglio di andare a cercare il suo lavoro) e per il futuro imminente prevedo un trasferimento negli Stati Uniti. Il mio obiettivo è quello di fare nuove esperienze e crescere sia professionalmente che a livello artistico. Intanto se vorrete seguirmi, vi aspetto sul mio profilo Instagram e sulla mia pagina Facebook!

  • Ultima domanda: qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di fare della mia passione il mio futuro lavoro e di girare il mondo attraverso questa.

 

Stefano Delfino La Ferla