In questi ultimi anni le serie tv sono diventate sempre più protagoniste nelle nostre esistenze, tant’è che in base ad ottime campagne di marketing o a interessi personali, tutti noi ne seguiamo almeno una (anche se ultimamente la tendenza generale sembrerebbe essere quella di seguirne almeno dieci). Sono un po’ come le patatine, non riusciamo a finirne una che subito ne iniziamo un’altra; in un circolo vizioso che si può definire quasi come una vera  e propria dipedenza. Nel vasto mare di offerte, ricorre spesso il nome di un regista che ha creato prodotti eterogenei, sia di qualità che più frivoli, adatti a gusti diversi e capace in questo modo di assicurarsi un riconoscimento unanime: lui è Ryan Murphy, e se ancora non avete avuto occasione di vedere almeno una serie tv da lui firmata, questa breve presentazione potrebbe invogliarvi a inserirla/le nella vostra lista!

Nato a Indianapolis nel 1965, fa coming out in giovane età e lo psicoterapeuta da cui viene mandato gli assicura che in lui non vi è nulla di sbagliato se non l’essere troppo precoce. Durante il periodo dell’Università lavora al giornale universitario e partecipa ad attività corali: sceneggiatore, produttore e infine regista.

Il primo successo arriva nel 2009 ed è legato proprio a quell’ambiente canoro che non ha mai veramente abbandonato: parliamo infatti di Glee, che fino al 2015 ci accompagna con canti, balli e con problemi adolescenziali di diversa natura che i membri del gruppo affrontano. Un successo strepitoso che continua tutt’oggi e che gli ha fatto guadagnare, tra le molte nomination, un Emmy Award come direttore dell’episodio pilota.

Nel 2010 dirige Julia Roberts in “Mangia, prega, ama” e nel 2011 lancia American Horror story, una serie tv tuttora in corso dove ogni stagione ha un tema horror portante. Uno dei punti di forza dello show è il ricco cast che ha incluso (o include ancora) tra gli altri Lady Gaga, Jessica Lange, Sarah Paulson, Kathy Bates ed Emma Roberts. Inutile dire che anche questo prodotto ha vinto uno svariato numero di premi.

ryan-murphy-american-horror-story-sliceNel 2014 esce “The normal heart”, un film televisivo con Mark Ruffalo e Matt Bomer, incentrato sulla vita di una coppia gay e sulla comparsa dell’Aids negli anni ‘80. Nel 2015 produce una serie tv frivola, senza senso, ironica ma comunque d’effetto ovvero Scream Queens, incentrata sulla vita delle ragazze di una confraternita (capitanate da Emma Roberts) alle prese con futilità come ragazzi, vestiti, la volontà di essere superiori e il ben più serio problema di un assassino che uccide nel campus universitario in cerca di vendetta. La seconda stagione è appena uscita e fino ad ora sappiamo soltanto che i problemi, come i personaggi ( tra gli attori presenti abbiamo Lea Michele, Jamie Curtis Lee, Abigail Breslin e la new entry Taylor Lautner) restano i medesimi, anche se ad essere cambiata è l’ambientazione, diventata un ospedale.

Nel 2016 produce  American Crime Story, che mantiene l’impostazione di American Horror Story, concentrandosi però sui casi di cronaca nera che hanno avuto un forte impatto mediatico: la prima stagione ha raccontato il caso di O.J. Simpson,  accusato dell’assassinio della moglie e di un amico, mentre la seconda parlerà dell’uragano Katrina e delle sue conseguenze a New Orleans. Nel cast, Sarah Paulson (che per questo ruolo ha recentemente vinto il suo primo Emmy), Courtney Bernard Vance e John Travolta. Attualmente sta lavorando alla serie tv Feud, che narra la rivalità tra Joan Crawford e Bette Davis: anche in questa serie ogni stagione toccherà una faida che ha scosso la collettività diversa. Anche qui si servirà delle “fedeli” Sarah Paulson e Jessica Lange, mentre altri volti noti che vedremo saranno quelli di Susan Sarandon, Stanley Tucci, Catherine Zeta-Jones e Judy Davis. Insomma, squadra che vince non si cambia, e Ryan ha dimostrato di saper vincere più volte e in più modi, confermandosi come una delle personalità più interessanti e capaci di Hollywood, una personalità che siamo certi continuerà a sorprenderci e a farsi sentire per molto tempo ancora.

Angelica Corà