«23 Giugno 1994, Odense, Danimarca. – Buon compleanno principessa, andiamo incontro alla vecchiaia e lo facciamo insieme. Noi pensiamo allo stesso modo. Leggiamo le nostre menti. Sappiamo ciò che l’altro vuole senza chiedere. A volte ci irritiamo un po’ l’un l’altro. Altre volte, forse, ci diamo per scontati. Ma di tanto in tanto, come oggi, penso a tutto questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la mia vita con la più grande donna che abbia mai incontrato. Sei ancora affascinare e mi ispiri. Mi incoraggi al meglio. Sei l’oggetto dei miei desideri, la prima ragione della mia esistenza sulla Terra. Ti amo molto. Buon compleanno principessa. John»

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Questa lettera sanciva un amore che durava da 26 anni. Tutto iniziò quando Johnny Cash, devastato dalla droga, decise di dare una svolta alla sua vita trasferendosi a Nashville e sposando, nel 1968 la cantautrice June Carter. Insieme a lei, nel 1963, aveva scritto la celeberrima “Ring of fire”. La canzone aveva un testo semplice, eppure preannunciava un amore tutt’altro che banale, di cui voglio riportare una strofa:

«Love is a burning thing

And it makes a firery ring

Bound by wild desire

I fell in to a ring of fire»

Johnny ebbe un’infanzia molto difficile: Il fratello maggiore Jack morì tragicamente in un incidente quando lui era ancora in tenera età e cresciuto con un padre violento non poté far altro che rifugiarsi nelle droghe. L’incontro con June in realtà avvenne nel momento in cui Johnny si ritrovò a Nashville per una gita scolastica mentre lei era già una cantante folk affermata. johnny-e-june-500x398Con la fama di Johnny che cresceva giornalmente i due cominciarono a frequentarsi ritrovandosi in un giro di persone comuni. In questo periodo, però, i due erano entrambi sposati. “Ring of fire”, infatti, rimane il manifesto del dolore di una donna che, moralmente impeccabile, sposata si ritrovava ad amare un altro uomo. Un amore che le provocava tanto dolore: “I fell in to a burning ring of fire”. Nella versione cantata da June non comparivano le trombe come in quella di Johnny. June aveva scelto i violini per rendere l’idea del dualismo interiore che le provocava quell’amore: amare l’uomo di un’altra donna non era uno scherzo. Era un peccato mortale per il suo modo di vedere il mondo. Ella però non poteva allontanarsi da un sentimento così forte. Per Johnny non era un problema tradire la moglie e perciò fece la corte in maniera spudorata, per anni, alla povera June che, nel 1968, posta di fronte a una dichiarazione pubblica durante un loro concerto, non poté più rimandare la fioritura di quell’amore che accendeva la sua passione. Nello stesso album di di “Ring of fire” troviamo “Losin’ you”, un altro chiaro riferimento all’amore provato nei confronti di Johnny.

maxresdefault-2I due vissero un amore tranquillo, al contrario di quello che si dice o si pensa riguardo ai più grandi amori, fino al 15 maggio 2003 quando June, all’età di 73 anni, morì a seguito di complicazioni sopraggiunte durante la sostituzione di una valvola cardiaca. Johnny rimase distrutto dall’avvenimento tanto che due mesi dopo sentì il bisogno di scrivere alla moglie, dovunque ella si trovasse: “11 luglio 2003 Mezzogiorno. Amo June Carter. Sì, la amo. Amo June Carter e lei mi ama. Ma ora lei è un angelo e io no. Ora lei è un angelo e io no”. Susseguita da una dichiarazione: “Lo spirito di June Carter aleggia su di me questa sera con l’amore che aveva per me e l’amore che ho per lei. Colleghiamo da qualche parte qui e il cielo. Lei è venuta giù per una breve visita, credo sia venuta dal cielo per stare con me stasera, per darmi coraggio e ispirazione come ha sempre fatto”.

Married country singers Johnny Cash (1932 - 2003) and June Carter Cash (1929 - 2003) perform a duet on stage.  (Photo by Archive Photos/Getty Images)

E’ stato dimostrato che attraverso una determinata scarica di particolari ormoni si può morire di “crepacuore” (questi ormoni andrebbero ad intaccare il normale funzionamento del cuore). Si può morire dentro dunque? Non sappiamo se Johnny veramente morì di questa dolce e al tempo stesso terribile morte: il 12 settembre dello stesso anno, appena quattro mesi dopo, Johnny raggiunse la moglie in quella spiaggia dove lo stava aspettando disegnando sulla sabbia. L’avrebbe sentita, perché non aspettava altro che urlare per il suo arrivo. Quando l’amore brucia l’anima …

Marco Bracaccia