C’era una volta un regno incantato, immerso tra fitti boschi, colline verde smeraldo e cascate argentee. Ponticelli di pietra attraversavano il suo fiume, lungo la cui sponda si stagliavano variopinte casette a graticcio. Le sue stradine lastricate regalavano incantevoli passeggiate tra negozi di artigianato e antiquariato e chi lo desiderava, poteva fare una sosta in una delle numerose salette da the oppure in uno dei tanti pub ricchi d’atmosfera in edifici in stile georgiano. Ma soprattutto questo era il Reame dei Libri. I libri si incontravano dappertutto, e non solo nelle svariate librerie del reame: essi infatti erano proprio ovunque, spuntavano da ogni cantuccio. Al ristorante, in farmacia, dal panettiere, o sulle facciate delle case: in ogni luogo era possibile acquistare o prendere in prestito libri. Nuovi, usati, rari, antichi, preziosi…questo il volere del Re, che abitava in un castello-libreria con scaffali carichi di libri all’interno e all’esterno.

Pensate si tratti soltanto di una semplice fiaba? Beh, in tal caso siete proprio fuori strada: la capitale del Libro esiste davvero e si chiama Hay on Wye!dsc_0067-635x454

Il destino del piccolo villaggio situato nella Contea di Powys in Galles, mutò repentinamente quando nel 1961 un certo Richard Booth, classe 1938, decise di aprire un angusto spaccio del libro usato ricavato da una ex caserma dei pompieri, non immaginando neanche lontanamente che nel giro di pochi anni sarebbe divenuto la più grande libreria di seconda mano d’Europa. E forse nemmeno che Hay on Wye avrebbe presto vantato oltre 40 librerie per circa 1800 abitanti. Il 1 aprile 1977, questo commerciante con spiccata indole da pubblicitario, proclamò il paesino principato autonomo e se ne autoproclamò Re, senza dimenticarsi di corona di cartoncino, scettro finto e  mantello. La bizzarria ebbe risonanza in tutto il mondo e fu così che in breve tempo, uno stuolo di “sudditi” bibliofili e apprendisti librai si precipitò sul posto per aprire spazi in cui fosse possibile acquistare, vendere e prendere in prestito libri di ogni genere e foggia.1977-king

Quali sono oggi le più estrose e affascinanti librerie di Hay on Wye? Non vi è che l’imbarazzo della scelta. A cominciare dall’illustre capostipite, la Booths Bookshop, dotata di centro benessere e sviluppata su tre piani traboccanti di volumi, che è possibile sfogliare in tutta tranquillità su comodi divanetti oppure ai tavolini dell’elegante caffetteria. Per gli amanti del brivido, c’è la Murder and Mayhem, specializzata in noir e mistery, caratteristica per il suo arredamento gotico e le sagome stilizzate dei morti sul pavimento. La Stella & Rose’s Books è invece specializzata in testi rari e libri illustrati per bambini. The Poetry Bookshop ospita raccolte poetiche in tutte le lingue, mentre la C. Arden Bookseller è dedicata alle opere sulla natura e di botanica. Quella che possiede un maggior numero di volumi è la fortezza medievale del XIII secolo, in cui stabilì la sua fissa dimora “King Booth”, trasferendosi con i suoi amati libri stropicciati. Oggi il castello è gestito dalla Hay Castle Trust, fondazione no-profit che preserva questo luogo di cultura in tutte le sue forme, istruzione, divertimento, opportunità.

Murder and Mayhem, Hay on Wye
(Murder and Mayhem, Hay on Wye)

Ma ad Hay ci si imbatte in un’entusiasmante lettura ad ogni angolo: le scaffalature straripanti di libri appese, per esempio, lungo le mura del castello, alle facciate degli edifici o ai margini degli incroci, altro non sono che “Honesty Bookshops”. É possibile acquistare i volumi semplicemente inserendo una monetina nell’apposita cassettina rossa; una sterlina per quelli con la copertina rigida, 50 centesimi per tutti gli altri. Ai visitatori si raccomanda pertanto di portare con sé una valigia capiente e con ruote robuste! Ogni anno, tra maggio e giugno a partire dal 1988, ad Hay-On-Wye si radunano migliaia di appassionati cultori del libro provenienti da ogni parte del mondo per partecipare al Festival della Letteratura, un evento patrocinato dal quotidiano “The Guardian”, che richiama l’attenzione di migliaia di bibliofili, scrittori, poeti, filosofi, politici, musicisti e artisti di ogni genere pronti a prendere parte a conferenze, seminari, concerti e iniziative che coinvolgono quella che, nel 2002 Bill Clinton ha definito la “Woodstock dei libri”. Quella di Hay on Wye, in un certo senso, può definirsi una fiaba con la F maiuscola. Contrariamente alle altre però, essa non viene infine risucchiata all’interno del grande libro miniato delle favole: il suo è un libro tridimensionale, che rimane sempre aperto a chiunque desideri accostarsi alla magia della lettura. La formula conclusiva “…e vissero tutti felici e contenti” porta con sé un prezioso e a quanto pare non banale insegnamento per tutti gli altri reami: il principale patrimonio su cui costruire le proprie fortune è proprio la Cultura. Non vediamo l’ora, grandi e piccini, di poter vedere finalmente scritta la bellissima fiaba dello Stivale!

Chiara Bolchini