L’avevamo già incontrata nella sede del Museum of Modern Art di New York nel 2010 col suo esperimento artistico chiamato “The Artist is Present”, da cui Metthew Akers diresse l’omonimo documentario uscito solo due anni dopo. Marina Abramović è una delle più grandi artiste performative viventi, che, col suo “The Space In Between – Marina Abramović and Brazil” diretto da Marco del Fiol, inaugurerà la stagione della Grande Arte nei cinema italiani il 3, il 4 e il 5 ottobre prossimi. L’artista, nata al Belgrado nel 1946 e naturalizzata negli Stati Uniti, sceglie una meta complessa per il suo ultimo viaggio alla scoperta dei limiti psico-fisici dell’Uomo rispetto all’Arte: Il Brasile. La Abramović viaggerà per il Brasile in cerca di continui stimoli artistici, svelando il suo processo creativo man mano che il suo percorso sarà arricchito da incontri con guaritori e saggi della campagna brasiliana, rituali spirituali in Vale do Amanhecer a Brasilia, riti sciamanici a Curitiba, e grazie all’energia dei cristalli a Minas Gerais, per citarne solo alcuni. “Il legame di Marina con il pubblico deriva da una straordinaria assenza che sente o sentiva da bambina, vuole sentirsi amata e necessaria per gli altri. Marina è innamorata del mondo”, affermava la voce fuori campo nel precedente “The Artist is Present”; ora Marina sente la necessità di mettersi completamente a nudo con Madre Natura, o Dio, o il Fato, che lo si chiami come si vuole, per scoprire quelli che sono i limiti tra arte e Spiritualità, in un viaggio doloroso e illuminante allo stesso tempo.

Un processo creativo che porta alla totale esternazione di un’intimità macchiata da ricordi e memorie che la faranno piangere di dolore, che la stupiranno a tal punto da poter toccare con mano la sua gioia. “The Space in Between – Marina Abramović and Brazil”- distribuito da Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection– a metà strada tra road movie e thriller spirituale, ci travolgerà quell’equilibrio tra Armonia e Caos per dare spazio alle sensazioni che sono presenti proprio in quel “territorio di Mezzo, in cui sia abbandonano tutte le abitudini e si è completamente aperti al destino”.

Alice Giacopelli