Sono sempre i piccoli passi a determinare i grandi cambiamenti: questo avviene anche nel mondo della moda, dove pregiudizi, limiti e controversie si presentano sulla scena quasi ad ogni sfilata o evento. Oggi più che mai, vista l’importanza anche solo implicita che le tendenze hanno acquisito, tale settore apparentemente aperto e luminoso, si mostra in realtà per quello che è, ossia con un lungo percorso ancora da compiere di fronte a sé, nonostante i passi compiuti in passato. Basti pensare alla controversa questione sulle cosiddette modelle “Curvy”: modelle troppo magre ci vengono costantemente presentate come esempi di bellezza suprema, e questo influenza negativamente l’esistenza di molte ragazze, che cadono nel labirinto, da cui è difficile uscire, delle malattie alimentari, ossessionate come sono dall’idea di essere magre. Per fronteggiare questo “Problema”, si è portata all’attenzione la possibilità sempre più concreta di far sfilare donne con curve o dalle forme morbide, più simili all’idea che ogni donna dovrebbe avere di sé, vale a dire amando il proprio corpo per quello che è. A questo proposito, H&M ha lanciato una campagna, a cui hanno aderito molti altri marchi,  facendo sfilare modelle “Plus-size” nelle collezioni presentate proprio in questo mese di fashion weeks. Un’apertura, dunque, si sta verificando fortunatamente, ma il dibattito resta aperto: Cosa significa curvy? Chi decide quale donna debba rientrare in tale categorie? Oltre al fattore estetico non si dovrebbe soprattutto considerare quello della salute? Cosa è troppo e cosa invece troppo poco? Le risposte non sembrano mai bastare e le domande si susseguono, nella speranza di trovare al più presto un punto comune o quanto meno equilibrato che riesca a valorizzare al meglio la femminilità di ognuna di noi.

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Un altro cambiamento non indifferente si è visto in questi giorni: Harper’s Bazaar India ha voluto una modella transgender sulla sua copertina, Tracey Africa Norman, che negli anni ’80 ha visto la sua carriera interrotta proprio a causa del suo coming out. Una rivincita dunque, non solo per lei, ma per tutti i trans che forse, grazie a questo gesto, potranno vedersi riconoscere maggiori possibilità nel fashion business, un messaggio forte che vuole incitare a non nascondersi per quelli che si è ma anzi, a coltivare le proprie passioni in nome della diversità, per abbattere stereotipi e per sentirsi finalmente liberi di essere chi si vuole. Tracey Norman partecipa a un progetto insieme ad altre 9 modelle (tra cui Geena Rocero, trans gender pure lei) voluto dal direttore artistico del magazine Christoper Sollinger e intitolato “Nine Wonders of the World” (“Nove meraviglie del mondo”), non tanto per pubblicità, ma per sensibilizzare i lettori a riflettere sul fatto che tutti siamo uguali in fondo, anche se variamo in aspetto e passioni. Con Tracey e Geena, altre icone trans stanno spopolando e ottenendo riconoscimenti non indifferenti: Hari Nef, prima modella trans della IMG, una delle model agency più famose al mondo,  ha sfilato per Gucci ed è richiesta dalle più importanti case di moda; Caitlyn Jenner, che ha vinto un oro nel decathlon ai giochi olimpici di Montreal del 1986 quando ancora era Bruce Jenner, presentata al mondo sulla copertina di Vanity Fair nel 2015; e Laverne Cox, giusto per citarne alcune, attrice nella serie “Orange is the new black”, con uno show proprio e icona sexy dopo la copertina in cui ha posato nuda per “Allure”. Loro ed altre sono la dimostrazione che il tempo, la volontà e la personalità possono davvero fare i cambiamenti, basta volerlo. Il mondo, prima o poi, riconoscerà il valore di ognuno, non tanto come individui, ma come persone che condividono la stessa natura, la stessa costituzione e lo stesso desiderio di libertà.

Angelica Corà