“Trauma (dal greco τραῦμα, ferita) in psicologia e psicanalisi, designa un turbamento dello stato psichico imputabile a un avvenimento dotato di notevole carica emotiva”. Questo almeno è quanto si legge in qualsiasi vocabolario. Lasciando da parte le piaghe dell’anima riconducibili a fatti ben più gravi, ci siamo messi, invece, sulle tracce di quei traumi infantili che sarebbero stati provocati “niente poco di meno che” – come avrebbe urlato il grande conduttore Mario Riva – da alcuni classici realizzati da Walt Disney. Sul padre del mondo dei cartoni animati è stato scritto molto, sarebbe stato, infatti, un massone, razzista e dal carattere impossibile. La stessa Disney, accusata di satanismo, distribuzione di immagini pornografiche ed istigazione alla droga, ha dovuto pagare nel 2004 70 milioni di dollari per far concludere più velocemente il processo che la vedeva accusata. Ma non è nemmeno dei presunti messaggi subliminali contenuti nei classici disney che vogliamo parlare, ma di quelle scene che hanno segnato la nostra esistenza sotto diversi punti di vista, da quello psichico a quello sentimentale, passando anche per quello ormonale. Ecco di seguito la nostra top ten:

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10. Partiamo dalla decima posizione che vede protagonista il 33esimo film d’animazione: Pocahontas. Tratto da una storia vera, il lungometraggio lascia l’amaro in bocca per il tanto atteso lieto fine – a cui la Disney ci ha da sempre abituati, accrescendo così le false aspettative nel mondo reale – che però non arriva. Pocahontas, infatti, non seguirà il suo amato John Smith, perché consapevole di non potersi adattare alla vita di società e alle sue rigide regole; lo lascia partire per Londra dopo un lungo e appassionato bacio, facendoci intuire che il #MaiNaGioia esisteva anche negli anni ’90 quando Twitter non c’era e i gli altri social su cui lamentarsi nemmeno.

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9. La nona posizione è occupata dal capolavoro Alice nel paese delle meraviglie, distribuito nelle sale nel 1951, che trae spunto dall’omonimo romanzo di Lewis Caroll. La scena più inquietante del film appare subito dopo l’incontro di Alice con Pinco Panco e Panco Pinco, che per intrattenerla raccontano la storia delle ostrichette curiose, le quali sappiamo bene finiscono nella pancia dell’ingordo tricheco, che da novello pifferaio magico le aveva convinte a lasciare il mare. Il rutto del mangia-ostriche è ancora più agghiacciante, soprattutto se si considera che ad essere condannata è la curiosità, quella stessa “virtù”, figlia forse della disubbidienza, che spinse Eva a voler mangiare dall’albero proibito e l’eroe Ulisse a oltrepassare le colonne d’Ercole.

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8. In ottava posizione troviamo il film d’animazione, che secondo un recente sondaggio, è il più amato dalle bambine: La Sirenetta. La fiaba di Andersen era certamente più violenta, basti pensare che alla povera sirena veniva tagliata la lingua, oltre che strappata la voce. Traumatica nel classico disney è la scena conclusiva in cui appare la strega del mare Ursula, che in preda alla rabbia, diventa sempre più grande. Il mostro marino verrà ucciso dal giovane e coraggioso principe Eric, il quale si farà così perdonare il fatto di non aver riconosciuto sin da subito la splendida Ariel.

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7. Uno dei maggiori traumi infantili è legato al film Aladin. Ed è un guaio grosso! Nella pellicola infatti, ed è il solo caso nella lunga storia Disney, la principessa Jasmine bacia il suo nemico Jafar. Se nelle fiction è cosa di ordinaria amministrazione che la protagonista, nel tentativo di trovare il suo amato, se la faccia prima con tutto il reame, nei lungometraggi d’animazione ciò appare inammissibile. Jasmine bacia, infatti, il gran visir per aiutare il suo Aladin a impossessarsi della lampada, che Jafar gli aveva sottratto con l’inganno. Ecco, dunque, la pillola addolcita alla maniera di Mary Poppins.

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6. Il primo colpo al cuore ce lo regala il primo lungometraggio disney: Biancaneve e i sette nani (1937), il film, tra l’altro, preferito di Adolf Hitler, e liberamente tratto dall’omonima favola dei fratelli Grimm. La trasformazione della strega Grimilde, che da donna attraente diventa una vecchia anziana dall’aspetto orrendo può, infatti, essere annoverata tra i principali traumi infantili. Lucille La Verne, la doppiatrice originale della strega cattiva (che interpretava anche la bella  Grimilde) per ricreare la voce roca della vecchia megera che tenta di uccidere Biancaneve, si sarebbe tolta la dentiera in studio di registrazione, tra la stupore dei tecnici presenti.

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5. Quinto posto per la parata degli elefanti rosa presente nel cartone animato Dumbo. Mio nipote la adora e non si stanca di guardarla, ma ahimè, essa è, invece, ritenuta violenta e inquietante da due bambini su tre. La sequenza, primo esperimento di arte surrealista, è tra le più terrificanti mai realizzate. Essa, che doveva essere una sorta di monito a non bere, diventa invece per noi adulti un alibi a bere il doppio per dimenticarla, tant’è diabolica.

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4. Più recente, ma non per questo meno traumatica, è la morte di Bing Bong, l’amico immaginario della piccola Riley del film Disney pixar Inside out, il quale ha trionfato all’Oscar lo scorso anno, aggiudicandosi la statuetta come miglior film d’animazione. Una tristezza simile, forse, la si è provata soltanto alla vista della mamma di Dumbo ridotta in catene, subito dopo aver difeso il proprio cucciolo di elefante.

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3. Terzo posto per la morte della madre di Bambi, protagonista dell’omonimo film del 1948. Benché non appaia sullo schermo il cadavere della cerva defunta, la scena colpisce, comunque, il subcosciente tanto dei più piccini quanto dei più grandi. Non a caso Bambi è il dvd che molto spesso manca nelle collezioni private Disney.

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2. Una notte sul Monte Calvo di Modest Petrovic Musorgskij è l’ultima sequenza musicale dello sperimentale film Fantasia. Giunta la notte, il diavolo Chernabog richiama gli spiriti maligni e le anime inquiete dalle loro tombe. Gli spiriti danzano e volano in aria finché il suono di una campana li riporta indietro. La scena è tra le più macabre mai realizzate dai disegnatori Disney. Complice la musica, essa è un doloroso rimasuglio che ci trasciniamo dietro dall’infanzia. Tra le principali paure del bambino troviamo infatti quella dell’uomo nero, del buio e del mostro sotto al letto.

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1. Al primo posto non poteva non esserci “il dramma dei drammi”: la morte di Mufasa ne Il re leone, il 32esimo capolavoro disney del 1994. Non ditemi che è scontato perché perdo le staffe come succede sovente ad Ade nel film Hercules. A rendere la scomparsa del padre di Simba traumatica concorrono due fattori: il primo è che a causarne la morte è il fratello Scar, il secondo è che per due terzi della pellicola Simba si sente colpevole dell’accaduto. Senza retorica, possiamo dire che non sono troppi i ragazzi che possono vantare di averla superata.

Bene il nostro viaggio nel mondo dei classici d’animazione termina qui. Naturalmente, non esitate a commentare raccontandoci la scena disney che proprio non riuscivate a guardare. Alle nuove generazioni basta saltare la traccia del dvd, noi cresciuti a pane e videocassette invece dovevamo lottare con fratelli e genitori, che ci rimproverano di rovinare il nastro con i continui sbalzi in avanti. Inutile dire che le nuove leve non sanno neppure perché una penna biro e una VHS rappresentino per noi uno dei tasselli più importanti della nostra infanzia.

Cristina La Bella