Incastonato in una terra di contrasti, dove grattacieli scintillanti e futuristici si ergono in mezzo al deserto, antichità coabitano con il lusso sfrenato di hotel principeschi e boutique esclusive, vi è un luogo unico nel suo genere, che attrae gli amanti dei libri da ogni parte del mondo.

Il Museo del Libro in Miniatura si trova a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ex Repubblica Sovietica, che vive da anni una crescita vertiginosa grazie all’estrazione di petrolio e gas. La magia di questo luogo si deve alla sua fondatrice, Zarifa Salahova, una vera e propria cultrice dei libri e della lettura, che nel 2002 ha trasformato il suo hobby in una pregiata collezione da condividere con il pubblico.

A metà tra la suggestiva sacralità di una biblioteca antica e la raffinatezza di una gioielleria, il museo ospita circa 6500 esemplari, collezionati in trent’anni nonostante le rigide restrizioni allora imposte dalle autorità sovietiche relativamente ai viaggi internazionali e alle comunicazioni.

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Molti di questi piccolissimi volumi sono il risultato di doni e scambi con amici e colleghi e dietro ognuno di essi si cela una storia ricca di fascinazione. Ad oggi, la collezione di Zarifa rappresenta 64 paesi e vanta testi in numerose lingue, tra cui azero, russo, inglese, francese, spagnolo, italiano, tedesco, finlandese, polacco, ungherese, vietnamita.

Sia i contenuti, sia le rilegature dei libricini-gioiello custoditi a Baku sono molto vari: si spazia infatti dalla filosofia alla religione, dalla letteratura alla politica, dalla scienza all’arte culinaria, per testi avvolti in copertine di pelle, legno, carte di ogni foggia, cartoncini pregiati e argento. Alcuni presentano addirittura minuscole fibbie e confezioni estremamente arzigogolate.

Il museo è suddiviso in nove sezioni: autori azeri, libri più antichi, libri più piccoli, libri per bambini, libri dell’era sovietica, Alexander Pushkin, libri internazionali, libri dall’Asia centrale e libri dagli Stati Baltici.

Sebbene ogni “volume” costituisca di per sé una preziosissima rarità, non sussiste alcun dubbio: sovrani indiscussi della collezione sono i libri più piccoli del mondo, prodotti in Giappone nel 1978 e misuranti appena due millimetri per due millimetri: Language of Flowers, Birthstone, e The Signs of the Zodiac sembrano infatti microscopiche perline e per sfogliarli sono indispensabili una lente d’ingrandimento e la punta di un ago.

«Le persone dovrebbero sviluppare fin dalla più tenera età la passione per la lettura» dichiara Zarifa Salahova «I libri di testo impiegati nelle scuole e nelle università non sono sufficienti perché ciò si verifichi: l’amore autentico per i libri può germogliare soltanto dalla sete di conoscenza che si incrementa attraverso la lettura individuale».

L’intento della fondatrice e curatrice del Museo del Libro in Miniatura di Baku è chiarissimo: mostrare a tutti quanta cura e dedizione si nasconda dietro all’oggetto libro, una pietra preziosa capace di incantare, meravigliare, ma soprattutto arricchire nel profondo l’animo di chiunque vi si accosti.

Chiara Bolchini