831978882005hig_1_227x349_exact

 

  • Titolo: I giorni sospesi
  • Editore: Sperling&Kupfer
  • Data di pubblicazione: 2015
  • Numero di pagine:336

 

 

 

Sinossi: Londra, 1920. La Grande Guerra è finita da due anni, ma ha lasciato cicatrici indelebili, nei corpi e nell’anima. Nei cinque giorni che precedono l’anniversario dell’armistizio, la città si prepara a una grande cerimonia per rendere omaggio al Milite Ignoto: è l’emblema di tutti i caduti, ma per ogni donna – madre, moglie o sorella che sia – quel soldato ha un nome ben preciso. Ada non si rassegna alla lettera che le annunciava la morte del figlio in battaglia. A lei sembra di vederlo tutti i giorni, a ogni angolo di strada, ed è convinta che sia ancora vivo. A Evelyn, le trincee hanno strappato il suo unico, grande amore. Ora, come per punirsi di essergli sopravvissuta, si costringe a lavorare all’Ufficio pensioni, a contatto con i reduci. Nemmeno la presenza del fratello riesce a darle conforto: da quando è tornato dal fronte, non è più lo stesso. Hettie ci è cresciuta, nell’atmosfera opprimente della guerra. Adesso che ha diciannove anni, freme dal desiderio di scrollarsela di dosso, di iniziare a vivere. Fa l’insegnante di ballo al Palais de Danse per sei pence a valzer, e lì, una sera, incontra un uomo ricco e affascinante, da cui si sente attratta e al tempo stesso impaurita: c’è qualcosa di inafferrabile in lui. Ada, Evelyn e Hettie non si conoscono, ma un filo sottile le unisce a loro insaputa: una verità che lega gli uomini della loro vita, un segreto inconfessabile che risale al tempo della guerra. Nel corso di cinque giorni cruciali, quel segreto inizierà lentamente a emergere, rischiando di sconvolgere ogni loro certezza, ma anche, finalmente, di spezzare i lacci che le imbrigliano al passato. Perché soltanto quando avranno fatto pace con i ricordi potranno finalmente aprirsi alla vita.

Recensione: In cinque giorni si dipanano in parallelo le vite delle tre protagoniste, diverse per caratteri e vissuti, ma accomunate dalla sofferenza: Hettie, la più giovane, è una ballerina che stanca degli orrori vissuti vuole scrollarsi di dosso il passato e ricominciare a divertirsi spensieratamente. In uno dei locali più esclusivi di Londra incontra un affascinante ma enigmatico gentiluomo che le lascia un segno nel cuore. Una sera finalmente riceve un biglietto proprio da lui. Dopo una notte passata insieme (non come la ragazza se lo aspettava) viene a conoscenza di un segreto tremendo. Troviamo poi  Evelyn, che ha perso l’amore della sua vita in battaglia e dal quale ricordo non riesce a staccarsi, diventando così sempre più fredda, cinica e distante dal resto del mondo e dalla sua famiglia, specialmente dal  fratello che dalla guerra è tornato scontroso e alcolizzato quando invece prima era il suo migliore amico. Il carattere che si ritrova è in realtà un’armatura sotto la quale nasconde incertezze e dolori; lavora di sua volontà quasi per masochismo all’Ufficio Pensioni, a contatto con reduci di ogni genere quotidianamente. Finché non le arriva davanti un certo Rowan Hind, che si dichiara alla ricerca del capitano Montfort, senza darle alcuna motivazione: Evelyn non gli rivela che si tratta di suo fratello e decide di indagare. Infine c’è  Ada, una madre che ha perso l’unico figlio in guerra, incapace di trovare conforto, nemmeno tra le braccia del marito che nonostante le premure e le attenzioni che le dedica si rende sempre più conto di avere al proprio fianco un fantasma, o meglio, una donna che vede i fantasmi per strada. Ada infatti è convinta di vedere ancora il figlio in mezzo alla folla, non avendo ricevuto la lettera in cui le si comunica il luogo di sepoltura del corpo. Non curandosi del proprio matrimonio appeso a un filo, preferisce indugiare nei ricordi del figlio e nel rimpianto per non essere stata capace di salvarlo. Parlando con una sua amica viene a conoscenza del nome di una donna che si dice capace di parlare con i morti, dalla quale Ada si reca con rinnovata speranza per avere notizie sul figlio. La donna le da un consiglio molto semplice ma che Ada fino a quel momento non aveva mai considerato: proseguire la propria vita, lasciando finalmente il giovane deceduto libero di andare. L’autrice ci getta nel corso degli eventi tenendoci poi sempre con il fiato sospeso e facendoci inevitabilmente provare dolore, ma in modo estremamente sentito a mio parere, in un rapporto da donna che subisce a donna che legge e che si immedesima nella storia pur non avendola vissuta. Gli eventi descritti sono storicamente rispettati, i personaggi sapientemente personalizzati così da rendere il romanzo tutt’altro che scontato. Non mancano riflessioni importanti in tale carrellata di eventi e rievocazioni. L’ambientazione è facilmente ricreabile essendo un periodo storico molto conosciuto, sulla quale vigono tutt’oggi pareri contrastanti, che già iniziano a farsi sentire alla fine del periodo stesso. Lo consiglio a chiunque cerchi un romanzo storico in una prospettiva diversa dalle solite, ovvero quella delle donne che la guerra l’hanno subita e sopportata in maniera eroica, alla pari degli uomini che combattevano al fronte.

Angelica Corà