«Mister Rossellini, ho visto i suoi film “Roma città aperta” e “Paisà”, e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla molto bene l’inglese, non ha dimenticato il tedesco, non riesce a farsi capire bene in francese e in italiano sa dire soltanto “ti amo”, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei».

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Questo il contenuto del biglietto che Ingrid Bergman, una delle dive più acclamate di Hollywood, invia a Roberto Rossellini, cineasta italiano famoso in tutto il mondo, subito dopo aver visto due suoi film Roma città aperta e Paisà. È il 1948, il regista vive una tormentata storia d’amore con Anna Magnani, l’attrice italiana che l’estero ci invidia, l’icona verace del Mediterraneo, la donna tanto bella quanto capricciosa. Gli ingredienti per un triangolo amoroso ci sono tutti. Dopo aver ricevuto la lettera niente, infatti, sarà più come prima. Rossellini prende il primo volo disponibile per Londra con l’intento di conoscere di persona l’autrice della lettera, che è impegnata sul set de Il peccato di Lady Considine (1949) di Alfred Hitchcock, il quale l’aveva già diretta in Io ti salverò (1945) e in Notorius (1946). In quell’occasione conosce anche Peter Lindstrom, il marito di Ingrid, l’uomo che l’attrice svedese ha smesso di amare da tempo. Stando ai pettegolezzi, Rossellini, che soggiorna all’Hotel Excelsior a Roma assieme alla sua Anna, esce dalla camera con la scusa di portare a spasso i cani, in seguito li lascia ad un cameriere e sale su un’automobile che l’aspetta con le valigie già pronte. 200804-9-1gComplici le feste mondane e i concorsi cinematografici,  la Bergman e Rossellini hanno più volte occasioni di rivedersi, dapprima a Parigi, poi a New York e infine a Los Angeles. Ma è lei ancora una volta a fare il primo passo, invitandolo nella sua villa come ospite d’onore. Benché Rossellini non sappia una parola di inglese, riesce a conquistare la simpatia degli invitati – c’era la crema del cinema americano: Cary Grant, Gary Cooper e Betty Davis tra i tanti – e della padrona di casa. Travolti dalla passione i due si appartano in cucina. Molti anni dopo la stessa Bergman racconterà al figlio Renzo Rossellini, primo figlio del regista italiano, che probabilmente proprio lì in cucina era stato concepito il piccolo Roberto. Il problema resta Anna Magnani. Roberto Rossellini era legato alla donna anche professionalmente, i due, infatti, avrebbero dovuto lavorare insieme al film Stromboli. Appresa la notizia del tradimento, l’attrice romana non ci sta, e con lei il produttore che, dopo aver liquidato Rossellini e scritturato al suo posto il regista Dhitler, cambia il titolo del film in Vulcano. Il regista neorealista non si dà per vinto e gira comunque il suo film con la Bergman nel ruolo della protagonista. Nella calda estate del ’49 gli occhi del mondo assisteranno divertiti a quella che i giornali dell’epoca chiamarono “la guerra dei vulcani”: a Stromboli la troupe di Rossellini e della sua nuova amante, a Vulcano la sedotta e abbandonata Anna Magnani, che novella Medea, non nasconde la sua rabbia di donna tradita a chi le sta vicino e maledice continuamente il suo Giasone fedifrago. “A Colossè, mimetìzzate. Fa’ finta d’ esse pescatore, contadino; fa’ er filo a quarche comparsa ma me raccomanno, non fa capì a nessuno che arrivi da lontano…” dice Nannarella a Gianni Pavone, uno degli attori minori del film, inviato di nascosto a spiare i neo Giulietta e Romeo. Al botteghino Stromboli stracciò Vulcano. 106503023-690186_0x420La Magnani beffata due volte dunque? Anche perché proprio nel giorno della presentazione della pellicola, il 2 febbraio ’50, viene al mondo Robertino, figlio di Rossellini e di Ingrid. La notizia fa il giro del mondo e con essa tuonano le critiche verso l’attrice svedese, la cui condotta di vita viene giudicata immorale. Nel ’55, però, mentre la Magnani vince l’Oscar con La Rosa Tatuata, il matrimonio tra Rossellini e la Bergman comincia a scricchiolare. La passione può dirsi spenta. Se quest’intricato C’eravamo tanto amati vi ha incuriositi, vi suggeriamo due libri  da leggere: Le amanti del vulcano. Bergman, Magnani, Rossellini: un triangolo di passioni nell’Italia del dopo guerra di Marcello Sorgi, edito da Rizzoli, e Anna Magnani. Biografia di una donna, Odoya ediz., di Matteo Persica, che sarà presentato il 2 settembre nel corso della 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nannarella da lupa quale era seppe reagire: “L’amore. Toglietemi tutto. La carriera, la politica, Mike Bongiorno, il festival di Sanremo. Ma l’amore no. L’amore è la pioggia, il vento, è il sole e la notte. L’amore è respiro e veleno. Certi giorni mi dico: Anna, stai attenta, questa è la cotta che ti ammazza. Perché, sì, di carattere sono eccessiva, smodata. Non mi so fermare, e ogni volta che amo mi impelago fino ai capelli. Che strazio, poi, uscirne vivi. Scappare. E’ una cosa tremenda, da urlare. Come rialzarsi dal letto e non avere più sangue. Ma poi si ricomincia ed è meraviglioso”. Perché forte non è chi non cade, ma chi una volta a terra trova la forza di rialzarsi.

Cristina La Bella